Venerdì a mezzogiorno mister Andrea Malgrati comparirà – finalmente, dopo mesi di richieste – di fronte alle telecamere. Quello che per mesi è stato il primo allenatore in pectore della Calcio Lecco 1912 da qualche giorno lo è diventato anche de facto: la questione della deroga è stata risolta con una sorta di permesso speciale da parte della Figc, dato che quella standard non avrebbe permesso di coprire tutto il periodo che comprende le restanti sette partite di campionato; l’allenatore brianzolo potrà esercitare le funzioni da allenatore responsabile fino alla fine della stagione e l’apertura della Federazione è stata fondamentale per evitare la creazione di nuovi imbarazzi in occasione dell’epilogo rappresentato Lecco-Modena. Intanto Malgrati proseguirà il corso a Coverciano finalizzato all’ottenimento della licenza Uefa A, ampliando così le sue possibilità professionali.
Si torna all’antico?
Sul campo, invece, la partita con lo Spezia darà delle risposte importanti sul tema tecnico-tattico: a Malgrati&Co è stata contestata una certa testardaggine rispetto ad alcune scelte, come le ripetute panchine per Degli Innocenti – attualmente il migliore tra i blucelesti – o l’utilizzo con il contagocce per un Galli raramente sotto la soglia della sufficienza nonostante lo scarso rendimento di Sersanti davanti alla difesa e le caratteristiche da mezz’ala d’inserimento. Vero è che l’utilizzo di un numero ristretto di giocatori ha portato in dote 19 punti tra ottobre e dicembre, ma il gennaio horror – mercato compreso – ha cancellato con un colpo di spugna tutte le certezze faticosamente accumulate nel corso dei mesi precedenti, portando anche all’esonero del nuovo-vecchio allenatore e del suo collaboratore Nenciarini, incaricato di allenare la squadra mercoledì e giovedì insieme al resto dello staff tecnico. Si tornerà all’antico, oppure questi due mesi di lontananza da campo e pressione avranno dato modo di metabolizzare gli errori d’inizio inverno?












