Cinque gol all’attivo, uno al passivo con pure un rigore cestinato da Mattioli. Sono stati a dir poco tanti i contenuti di Lecco-Arzignano Valchiampo, serata offensivamente magica per la squadra di Valente che alla mezz’ora stava già passeggiando verso un comodo 3-0, diventato 4-1 nel giro dei successivi dieci minuti; poi, dopo l’occasione dagli undici sprecata a dir poco malamente da Mattioli, è stato Galeandro a rompere un digiuno che proseguiva da dicembre 2024 per la cristallizzazione del punteggio finale con il pokerissimo bluceleste. Insomma, la classica serata durante la quale gira praticamente tutto bene o quasi.
Lecco 5-1 Arzignano Valchiampo, l’intervista di mister Federico Valente
Mister, troppo forti voi o troppo in serata sbagliata loro?
«Mi piace parlare di noi, non sono contento e so che mi darete del folle. Abbiamo concesso 2-3 ripartenze e un rigore dal nulla, queste cose mi danno fastidio; sinceramente sono più sul guardare cosa possiamo migliorare».
Una vittoria comunque mai in discussione:
«Qui provo ad accennare che lavoriamo duro sul campo per creare dei principi. Quando vengo attaccato perché non tiriamo mai in porta io copro la squadra, quello che vedo sui gol fatti è quello che noi ricerchiamo. Quella che hai chiamato scioltezza io la definisco consapevolezza, ma non smetterò mai di martellare ed è quello che ho fatto dopo 45′: lavorano duro in settimana e in partita vorrei che si esprimessero sempre al 100%, chiaro è che fare 5 gol rende contenti ma ci sono delle cose da sistemare».
Mihali braccetto e l’abbraccio a Galeandro: segnali del gruppo.
«Mi auguro che ci sia un gruppo, è quello che voglio vivere. Io chiedo così tanto a tutti, dalla mattina alla sera e tutti i giorni, perché sono convinto che sei fai bene durante la settimana poi in partita puoi andare rilassato. Galeandro sta spingendo e mi apre il cuore vederlo entrare così: da domani mattina penseremo alla prossima, a Novara sarà tanto tanto difficile».
Davanti avete tante soluzioni:
«C’è una rosa costruita con un’idea chiara con il nostro direttore e il presidente, siamo convinti di quello che stiamo facendo e lo dico da un paio di settimane: i quinti per noi sono decisivi, se fanno così sono difficili da difendere perché hanno qualità».
Zanellato con dello spazio fa cose…
«Sono durissimo con lui, non immaginate nemmeno quanto. Ci dà equilibrio e fa cambiare ritmo, abbiamo tanto da lavorare».
Niente debutto per Nova, per esempio. Segnale?
«Certo. Facile buttarlo dentro, oggi, del resto sta spingendo in queste settimane. Tutti spingono e tutti aspettano la loro occasione, se uno fa bene lo metto anche sullo 0-0 e l’ho dimostrato con Anastasini contro la Giana qualche mese fa. Chi entra dalla panchina spinge, questa è la nostra cultura».
Avevi pochi difensori, ma non ce ne siamo accorti:
«Sottolinea solo quello che sto dicendo, chi c’è c’è e se manca qualcuno do fiducia a un altro: non è che lo proclamo e basta, ma lo applico. Ero tranquillissimo, ho dormito anche troppo bene stanotte».
Lecco 5-1 Arzignano Valchiampo, l’intervista di Niccolò Zanellato
Niccolò, per una volta hai giocato senza eccessiva pressione. Ma il mister dice che devi crescere:
«Ha ragione, mi stimola molto e mi piace essere stimolato perché sono uno cui la pressione dà benefici. Sì, per una volta ho preso meno calci del solito ma non era facile venirci a prendere».
Vi aspettavate questo atteggiamento dell’Arzignano?
«Contro squadre chiuse tenere la palla è imprescindibile. Primo, secondo e terzo gol sono azioni da manuale che prepariamo in settimana; il mister da tempo ci chiedeva di dominare con la palla e oggi è stata l’apoteosi: non è facile fare una serie prolungata di passaggi e andare a fare gol, serve anche concentrazione».
Vi state divertendo, insomma:
«Mi piace anche se il portiere mi dà la palla in area di rigore, me l’hanno sempre richiesto anche nelle categorie superiori. So che può sembrare rischioso, ma facendo così togli riferimenti agli avversari; se tocchi 100 palloni al posto di 50 puoi sbagliare di più, ma dall’altra parte puoi fare più cose. Le uscite dal basso sembrano facili, ma non lo sono».
Chi con Zanellato?
«A me piace giocare con gente intelligente a brava tecnicamente, in squadra abbiamo gente così. Oggi sicuramente si è vista una grande intesa: le prossime partite saranno toste».
La guardate la classifica?
«Sì, com’è giusto che sia. Siamo orgogliosi di essere lì, ma di ragionare sul lungo periodo non è ancora il momento: anche chi vince i campionati in Serie A pensa partita per partita, proseguiamo sul percorso di crescita perchè a marzo e».
Il miglior Zanellato dopo la serata personalmente peggiore?
«Con l’Union Brescia ho fatto mezz’ora di alto livello, poi mi sono un po’ perso. Oggi sono contento, venivo da una settimana difficile perché settimana scorsa mi hanno lesionato il legamento della caviglia ma volevo comunque giocare; lo sapeva solo il mister. Fare tre gol non è facile, ma è importante perché i gol dei centrocampisti sono fondamentali».
Lecco 5-1 Arzignano Valchiampo, l’intervista di mister Giuseppe Bianchini
Mister, come ti spieghi questo Arzignano?
«Non me lo spiego, era stata preparata in modo completamente diverso. Complimenti al Lecco che ci ha dato una lezione, noi dobbiamo lavorare e fare meglio».
Avevi chiesto coraggio, ma dopo il primo gol vi siete disuniti:
«Siamo partiti discretamente, ma facendo troppo poco per impensierire una squadra come il Lecco. La colpa è mia che non sono riuscito a trasmettere quello che serviva. Vanificati i passi in avanti? Fa male e c’è da reagire».
Come rialzare la testa?
«Lavorando e tirando fuori gli attributi, andando tutti dalla stessa parte e accettando che ci siano squadre più forte. È mancato tutto, oggi».
C’è fiducia nel gruppo?
«Non c’erano segnali particolari, è stato sbagliato tutto».
Come mai Minesso in panchina e 0 cambi al 45′?
«Volevo vedere una reazione da parte di chi non aveva fatto bene, Mattia ha un problema fisico».
Cos’è cambiato in questi mesi?
«Non lo so, sinceramente non lo so. I lavori sono sempre quelli, ma manca qualcosa a livello di cattiveria e della sana disperazione nel non voler prendere gol. Siam troppo leggeri, non abbiamo la fame della squadra che si deve salvare: insisterò per farlo e dovranno seguirmi a tutti i costi».












