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Calcio Lecco, Aliberti svela: «Tre gruppi stranieri vogliono la società»

Il presidente conferma le trattative in corso da tempo, ma blinda la maggioranza: «Voglio completare il progetto triennale». Diverso il discorso per la cessione della minoranza

Aniello Aliberti BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 3 minuti

Il futuro societario della Calcio Lecco continua a tenere banco. Il presidente Aniello Aliberti ha fatto il punto della situazione attraverso un’intervista concessa ai colleghi de La Provincia di Lecco: le trattative con investitori internazionali sono reali e concrete, tre gruppi stranieri hanno manifestato un forte interesse per entrare nella compagine bluceleste, ma con modalità e tempistiche ancora tutte da definire. L’argomento non è nuovo: già lo scorso 4 dicembre avevamo raccontato come Aliberti avesse rifiutato un’offerta americana per l’acquisizione totale della società, preferendo mantenere il controllo del progetto triennale avviato nel 2024.

Tre pretendenti per il Lecco

Il presidente Aliberti ha confermato l’esistenza di trattative avanzate con tre gruppi imprenditoriali di matrice internazionale. «I soci possibili sono tre dei quali uno sicuramente americano, il meno probabile», ha spiegato il presidente bluceleste ai colleghi. «Sono dei gruppi internazionali più che dei soci singoli, persone fisiche. Per questo dire che sono svizzeri, australiani o portoghesi conta poco: sono gruppi che cambiano spesso sede, per cui non è importante definirne la nazionalità, bensì l’interesse. E due su tre di loro sono molto interessati».

Il numero uno del Lecco ha però chiarito sin da subito la sua linea: nessuna cessione della maggioranza, almeno per i prossimi anni. «Anche l’altro gruppo è interessato, ma non voglio cedere la maggioranza per adesso. Né per la prossima stagione. Per cui per ora stiamo solo parlando», ha sottolineato Aliberti, ribadendo la volontà di completare il ciclo triennale che dovrebbe portare i blucelesti a competere stabilmente per la promozione in Serie B. «Abbiamo impostato un lavoro importante, che in tre stagioni vuole completare un percorso di crescita. Ma io voglio farle queste tre stagioni. E chi venisse con una quota importante vorrebbe metterci becco, giustamente, legittimamente. Figuriamoci se venisse a prendersi la maggioranza: io potrei anche restare presidente, ma a quel punto le decisioni le prenderebbero altri. Magari non cambierebbe la squadra, ma il direttore sportivo o altre figure per me chiave. Io sono abituato a comandare dove ho la maggioranza. Per cui vorrei tenerla fino alla fine della terza stagione… A meno di patti che prevedano un ingresso futuro, con un minimo impegno attuale».

Diverso il discorso per la cessione di una quota di minoranza: «Sì, ma in questo caso sarebbero quote che possono essere fornite solo da gente del posto, di Lecco, per sostenere la società, la squadra… Non sarebbe un interesse “vero”, imprenditoriale, ma un modo per darmi una mano. E la apprezzerei grandemente».

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