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Interviste | Valente: «Niente di rubato. Sulla formazione…». Furlan: «Voglia di riprenderla». Tabbiani: «Questione di millimetri»

I blucelesti soffrono tantissimo nel primo tempo e ringraziano Furlan per un’altra prova monstre, poi segna Candelari e la questione pare chiusa. Palo di Pellegrino, al 95′ arriva l’autorete di Chinetti

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Tempo di lettura 7 minuti

Per la prima volta in stagione il Lecco strappa un punto oltre il novantesimo. Lo fa su un campo difficile e contro un’avversaria che gioca meglio e crea svariate palle gol come il Trento, che alla fine rimane con poco in mano rispetto a quanto seminato. Sicuramente quella del “Briamasco” è una partita che – come quella dell’andata – rappresenta un bello spot rispetto a quanto si vede in genere sui campi della terza serie: occasioni da una parte e pure dall’altra, complice un Lecco che dopo il 45′ esce con un altro piglio da un guscio non così solido – monumentale Furlan – e crea le sue palle gol dalle parti di Barlocco. Segna Candelari in acrobazia, pareggiano i blucelesti con l’autorete di un ottimo Chinetti su una delle ultime palle buone del caldo pomeriggio, buttata dentro poco dopo il clamoroso palo di Pellegrino a botta sicura. Capitolo infortuni: fuori Basili a metà ripresa e Mallamo dopo pochi minuti dall’ingresso in campo per dei problemi muscolari nella regione della coscia. Solo crampi per Anastasini.

Trento 1-1 Lecco, l’intervista di mister Federico Valente

Mister, formazione completamente inattesa:
«La faccio in base a chi mi dimostra in allenamento di spingere, ma guardando alle settimane che ci aspettano abbiamo di fronte dei momenti intensi. Mihali mi ha dato delle sensazioni molto positive e io premio chi c’è, forse è entrato nervoso e dopo il primo momento ha avuto il piede un po’ molle; sono contento che non sia successo niente. Leon ha avuto dei fastidi e gli faccio i complimenti: è stato onesto, si è comportato da uomo squadra fermandosi al posto di giocare comunque. Ora vediamo anche le condizioni dei due infortunati».

Su Parker-Basili:
«La scelta è nata dopo la problematica di Leon che è nata stamattina, per questo ho avanzato Basili che ci ha messo l’anima anche se più basso si sente meglio. Sean è stato fermo tre settimane, ci ha dato subito fisicità; ignoranza è una parola che mi piace. E faccio ancora un complimento a Sipos che ha aiutato tutti da fuori: è impressionante quello che fa. Sicuramente non la nostra prova migliore, ma rispetto a lunedì c’è stata una certa mentalità e non si sono arresti dopo lo 0-1 contro una squadra molto forte».

Subito il gol c’è stata la reazione:
«Devono capire che per i ragazzi sono momenti di crescia, Mihali oggi ha imparato più oggi che rispetto all’Arzignano. Noi dobbiamo palleggiare più veloce, nel secondo tempo anche con l’entrata di Duca è successo; già se segna Pellegrino al posto di prende il palo… Non abbiamo rubato niente».

Abbiamo faticato sulle fasce:
«Per questo abbiamo cambiato nel secondo tempo. Se esci come quinto poi ti trovi due contro uno in mezzo, non è sempre facile capirsi a sessanta metri di distanza: durante la pausa, con i tagli video, abbiamo sistemato delle cose. Tifoseria? Ci è mancata tanto».

Ancora su Parker:
«Mi ha subito scritto che non vedeva l’ora di iniziare, non succede così spesso. Cambia molto rispetto a ciò che ha fatto alla Pergolettese, ma lui è apertissimo e apprende tutto come una spugna. Konatè? Non l’ho mai visto se non in video, mi sembra difficile buttare dentro uno senza allenamenti. Non ci sono coincidenze sul fatto che abbiamo pareggiato».

Cosa vi ha colti impreparati nella prima mezz’ora?
«Alla prima uscita non abbiamo preso bene la palla e subito ci ha messo in difficoltà, anche la seconda non è stata giocata bene e non siamo entrati subito in ritmo. Sapevamo la forza del loro palleggio e sulle fasce laterali: avremmo dovuto essere più lucidi con il palleggio, penso che per i tifosi sia stato bello vedere questa partita e che vorrebbero vederne di sempre così».

Trento 1-1 Lecco, l’intervista di Jacopo Furlan

Jacopo, ennesima partita con i tuoi straordinari. Importante aver recuperato:
«Quello che ci era mancato nell’ultima partita, la voglia di riprendersi il risultato. Complimenti al Trento che ha fatto una signora partita e ci ha messo in difficoltà, noi rispetto all’ultima partita siamo stati ciò che siamo stati spesso».

La prima situazione vi ha scossi così tanto?
«Difficile da dire, penso che loro abbiamo fatto la loro solita partita. Forse per noi è stata una sveglia positiva, anche se non abbiamo trovato subito le contromisure».

Ci descrivi la situazione di Pellegrini?
«L’ho presa con la mano, lì copri lo spazio. Non vorrei dare una risposta sbagliata, la domanda non mi sembra troppo rispettosa perchè su un tiro da 5 metri lui ha tirato una bomba e io l’ho presa con la mano coprendo lo spazio».

Sui due gol:
«Metlika ha scelto di tirare di sinistro perchè poteva giocare una palla più pericolosa, mentre sul nostro gol c’è stato un duello perso e lui cadendo è stato molto bravo a coordinarsi. Ci sono meriti e demeriti, siamo a metà strada».

Come procede l’inserimento dei nuovi?
«Molto bene, diversi li conoscevo già e siamo molto contenti che sia inserirsi nel nostro spogliatoio».

Trento 1-1 Lecco, l’intervista di mister Luca Tabbiani

Mister, ci sono amarezza e delusione. Ma anche soddisfazione per quanto fatto:
«Abbiamo avuto tante occasioni per fare gol, stiamo giocando a un buon livello e dobbiamo mantenerlo. Ci manca qualcosina, portare a casa questa partita sarebbe stato bello: i ragazzi hanno spinto tutta la partita per cercare di vincere creando una grande quantità di occasioni contro una squadra che ne concede poche. È stato bello vederli giocare sotto tutti gli aspetti, poi siamo amareggiati perchè all’ultima occasione, su un calcio d’angolo che al 99% non c’era, si pareggia una partita ben giocata».

Per mezz’ora non hanno visto la palla:
«Sono stati molto bravi a prendere in mano subito la partita, siamo riusciti a togliergli qualità e giocate. Abbiamo questo rammarico: manca sempre qualcosina e questo toglie dei punti che sono stati tolti all’ultimo minuto. Spiace, hanno preso un palo alla fine ma non stavamo soffrendo e non sembrava potessero metterci in difficoltà. Qui eravamo messi bene e Metlika ha battuto di sinistro anche se è mancino: tante casualità, penso sarebbe stato bello esultare dopo una prova così».

Hai tante soluzioni in più, era da chiudere prima:
«Sicuramente sì, abbiamo ampliato e speriamo di non avere altri infortuni. Poter mettere dentro giocatori che possono ripartire o prendere del fatto dà una grande facilità, anche perchè non siamo molto abituati a difenderci dentro l’area. Si vede che abbiamo più possibilità di cambio: andiamo incontro a tre partite importanti e siamo a +3 rispetto all’andata, siamo su una buona strada e in un buon momento».

Mancato il gol di Pellegrini:
«Ha fatto una partita importante come sempre, Furlan ha fatto una parata incredibile. È un esempio, a volte subisce critiche che non condivido per quanto fa parte del nostro mestiere: lui è sempre uguale, lavora e migliora, quindi sarà sempre sorretto da me perchè fa un ottimo lavoro e non ha nemmeno tanta fortuna».

Chinetti come ha metabolizzato il colpo dell’autogol?
«Era messo bene, chiaramente è rammaricato. Non si deve correre indietro, ma è una questione di millimetri perchè eravamo tutti lì. Ha fatto una partita importante per novanta minuti ed è una cosa che si deve abituare a fare perchè l’ha nelle gambe. A volte il destino è difficile da commentare, era proprio l’ultimo minuto».

Il Lecco ha avuto più dai cambi?
«Sicuramente mi piace giocare queste partite a ritmo alto e sicuramente il secondo tempo è stato più equilibrato. Non avevo la sensazione che fossimo in grande difficoltà, sicuramente loro hanno grandissime qualità tecniche e riescono a palleggiare bene; qualcosina abbiamo allentato e sono usciti. Per me sono entrati tutti nel modo giusto: per tanti minuti della partita siamo andati all’esasperata ricerca del gol e questa cosa mi piace, se avessimo concretizzato parleremmo di altre cose. Non si cancellano 90′ con un angolo nel finale».

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