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Union Brescia-Lecco, esito amaro: il Tar respinge il ricorso. I motivi

Il presidente Gabbricci ha rigettato l’istanza cautelare: la Prefettura ha convinto il giudice con una difesa articolata. Due le motivazioni: le recenti condotte delle tifoserie e la difficoltà di garantire l’ordine pubblico con altre manifestazioni sportive in contemporanea

La Curva Nord di Lecco BONACINA/LCN SPORT
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Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione staccata di Brescia, ha rigettato l’istanza cautelare presentata dalla Calcio Lecco 1912. Il decreto presidenziale, firmato dal presidente Angelo Gabbricci e pubblicato nella giornata del 26 febbraio, chiude la partita giuridica in vista della gara di sabato: il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Lecco per Union Brescia-Lecco del 28 febbraio rimane pienamente operativo.

Le motivazioni del TAR: la Prefettura ha convinto il giudice

A differenza di quanto era accaduto nel caso LR Vicenza di novembre 2025 — come avevamo analizzato questa mattina — questa volta la Prefettura di Brescia ha prodotto una difesa che il presidente Gabbricci ha ritenuto adeguata. Il TAR scrive che «la decisione assunta con il provvedimento impugnato trova adeguato fondamento nell’articolata motivazione dello stesso, nonché nei successivi chiarimenti» forniti dall’Amministrazione resistente.

Il giudice individua due pilastri a sostegno del divieto. Il primo riguarda le «recenti condotte tenute, seppur separatamente, dalle tifoserie delle due squadre interessate»: un riferimento che abbraccia sia gli episodi di Gorgonzola dell’11 febbraio — i «violenti scontri nel deflusso» documentati dal Casms — sia il comportamento recente della tifoseria bresciana, che sabato scorso si era resa protagonista dei cori razzisti sanzionati dalla Lega Pro. Il secondo pilastro è logistico: la Prefettura ha rappresentato al TAR la «difficoltà di costituire, nella compresenza di altre manifestazioni sportive, un servizio d’ordine pubblico adeguato alla maggiore situazione di rischio» che la presenza dei tifosi lecchesi avrebbe comportato.

Su quest’ultimo punto, in particolare, il decreto evidenzia un elemento che non era emerso pubblicamente fino a oggi: sabato 28 febbraio a Brescia si svolgeranno altre manifestazioni sportive in contemporanea con Union Brescia-Lecco, circostanza che ha pesato nella valutazione complessiva delle forze dell’ordine.

Il TAR ha infine esplicitamente subordinato quello che il Lecco aveva definito un proprio diritto alla tutela della sicurezza collettiva: «il potenziale pregiudizio per la sicurezza collettiva», si legge nel decreto, «da ritenersi prevalente anche sull’affermato “diritto allo svago”», rende gli interessi della ricorrente «recessivi».

Cosa succede adesso

Il rigetto dell’istanza cautelare non chiude definitivamente il procedimento giudiziario: il presidente Gabbricci ha fissato la camera di consiglio collegiale al 25 marzo 2026, data in cui il TAR si pronuncerà nel merito sul ricorso di annullamento del provvedimento prefettizio. Ma quella udienza arriverà quasi un mese dopo la gara di sabato, e i suoi eventuali effetti non potranno più riguardare Union Brescia-Lecco.

Per quanto riguarda i biglietti, la vendita per il settore ospiti si chiude domani, venerdì 27 febbraio, alle ore 19:00 — esclusivamente per chi non rientra nel divieto, ovvero per chi non risiede nella provincia di Lecco. La partita si gioca sabato 28 febbraio alle ore 14:30 allo Stadio Mario Rigamonti.

Il confronto con il Vicenza: perché stavolta è andata diversamente

Il caso si chiude confermando l’analisi che avevamo sviluppato in mattinata. Nel novembre 2025 il TAR aveva sospeso il medesimo tipo di divieto — stessa Prefettura, stesso giudice, stesso meccanismo — perché la Prefettura non aveva depositato alcuna relazione di merito entro il termine fissato, e il giudice aveva rilevato come gli episodi a fondamento del provvedimento risalissero a sette anni prima.

Stavolta la Prefettura si è presentata con una difesa articolata, documenti aggiornati e un elemento logistico inedito — la compresenza di altre manifestazioni sportive — che il giudice ha ritenuto determinante. La differenza sostanziale non è stata nel diritto, ma nei fatti: episodi recenti e una risposta istituzionale tempestiva hanno cambiato l’esito.

Il Lecco: “Motivazioni ‘bresciane’, garantire i diritti dei tifosi”

Di seguito la nota pubblicata nel corso della serata di giovedì dalla società bluceleste:

“La Calcio Lecco 1912 comunica che il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione distaccata di Brescia, ha respinto in data odierna la richiesta della Società di sospendere in via d’urgenza l’efficacia del provvedimento del Prefetto di Brescia che ha vietato la vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Lecco, per l’incontro Union Brescia-Lecco.

Il Tribunale ha ritenuto che “la decisione assunta con il provvedimento impugnato dall’Amministrazione resistente trova adeguato fondamento nell’articolata motivazione dello stesso, nonché nei successivi chiarimenti da questa forniti, con riguardo vuoi alle recenti condotte tenute, seppur separatamente, dalle tifoserie delle due squadre interessate, vuoi alla difficoltà di costituire, nella compresenza di altre manifestazioni sportive, un servizio d’ordine pubblico adeguato alla maggiore situazione di rischio che la presenza dei tifosi lecchesi comporterebbe”; e che, dunque, “stante il potenziale pregiudizio per la sicurezza collettiva, da ritenersi prevalente anche sull’affermato “diritto allo svago”, gli interessi di cui la ricorrente si fa espressione si presentano recessivi”.

Calcio Lecco 1912 srl, rimanendo convinta della doverosità della iniziativa assunta e della bontà dei motivi di ricorso, osserva come il provvedimento del T.A.R sia motivato su due tematiche (tifoserie entrambe oggetto di recente attenzione  e, soprattutto, la compresenza “di altre manifestazioni sportive”) comunque del tutto peculiari alla situazione di Brescia; di conseguenza, nel ribadire il massimo rispetto delle determinazioni delle Autorità competenti, esprime un convinto auspicio che, nelle future trasferte, venga riconosciuto il diritto proprio e della generalità dei propri tifosi di seguire e sostenere la squadra senza alcuna limitazione”.

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