In un Lecco che sta vivendo un momento complesso, certamente Antonio Metlika è tra i giocatori che hanno avuto una percettibile costanza di rendimento in campo. Al di là di numeri comunque di un certo spessore – 4 gol e 2 assist in 29 presenze – il centrocampista centrale è sensibilmente cresciuto all’interno della stagione, risultando uno dei capisaldi della squadra di Valente anche in termini di personalità. Anche per questo è stato scelto per sottoporsi alle domande dei cronisti alla vigilia della delicata sfida con il Renate: i brianzoli hanno messo i blucelesti e il terzo posto nel mirino dopo una prima metà di girone di ritorno in stile Vicenza, di conseguenza il match del “Rigamonti-Ceppi” metterà in palio tre punti pesantissimi.
Prepartita di Lecco-Renate, l’intervista di Antonio Metlika
Antonio, arriviamo dalla sconfitta contro l’Union Brescia, con il secondo posto ormai lontano e il terzo a rischio. C’è preoccupazione per i risultati che non arrivano?
«Bisogna avere equilibrio nei giudizi: non eravamo campioni del mondo quando vincevamo e non siamo scarsi ora. Non deve esserci preoccupazione, altrimenti si fa peggio; dobbiamo essere equilibrati, seguire il mister e i risultati torneranno come prima».
Riesci a definire il momento dello spogliatoio? La squadra sembra scollarsi con troppa frequenza, è figlio della lunga serie di infortuni?
«In una stagione ci sono alti e bassi. In questi primi mesi dell’anno abbiamo avuto diversi infortuni e un calendario fitto, quindi a volte non siamo riusciti a fare quello per cui lavoriamo ogni giorno. Analizzando i gol presi, molti sono nati da disattenzioni generali, come contro la Pro Vercelli o a Brescia. Dobbiamo ripartire dall’attenzione e dalla lucidità del gruppo».
Qualcuno parla di mancanza di cattiveria sotto porta. Cosa ne pensi?
«Tutti cerchiamo di fare gol perché è la cosa più bella che ci sia, e anche i nostri attaccanti mettono cattiveria. A volte la fortuna gira dalla tua parte, altre no; noi continuiamo ad allenarci a mille all’ora».
Corini ha definito questo Lecco ‘perimetrale’. Potete essere più pericolosi di come siete stati nelle ultime partite?
«Sì, abbiamo fatto un po’ di fatica a trovare situazioni pericolose perché le altre squadre ci studiano. Dobbiamo trovare soluzioni insieme allo staff per tornare a essere pericolosi e arrivare più volte negli ultimi metri».
Domani sera affrontate il Renate, una squadra molto diversa dall’andata e con un ottimo rendimento. Che risposte vi attendete da voi stessi?
«Non dobbiamo guardare troppo l’avversario: se siamo il Lecco che abbiamo dimostrato di essere in molte partite, possiamo mettere sotto chiunque. Non dobbiamo avere paura perché possiamo lottare contro tutti; servirà essere lucidi, attenti e saper capire i vari momenti della partita».












