C’è, ovviamente, tutto meno che aria di festa in casa Calcio Lecco 1912. Il girone di ritorno sta andando indubbiamente male e l’ultima gara persa contro il Renate ha fatto toccare il punto più basso della stagione. A meno di 48 ore di distanza dalla gara contro i brianzoli mister Federico Valente è tornato di fronte a telecamere e taccuini per fare il punto della situazione, parlando molto più a lungo rispetto al solito: sabato pomeriggio è in programma una nuova e delicata sfida sul campo dell’Arzignano Valchiampo.
Prepartita Arzignano-Lecco, l’intervista di Federico Valente
Mister, come si esce da questo momento?
«Questa squadra non è abituata, ma facciamo bene a rimanere tutti lucidi verso il lavoro che facciamo e le parole che usiamo. Sono sicuro che i ragazzi in primis abbiano capito che un episodio come il primo gol preso debba comunque darci la forza di rimanere lucido: danno tutto per questa maglia in ogni partita e allenamento. Per questo chiediamo una grande mano da fuori e di avere pazienza: a gennaio abbiamo fatto 5-6 cambi e forse non siamo ancora a posto».
A che punto siete con le energie nervose?
«C’è un rapporto molto aperto qui dentro, siamo tutti consapevoli del momento. Adesso il lavoro ricomincia: raggruppiamo lo staff e i ragazzi, chimo singolarmente chi ha vissuto dei momenti così: il pericolo è quello di farsi trascinare da un mood negativo che ci porta a non “vedere più la spiaggia”. Se come allenatore perdo la lucidità diventa difficile: ho visto gioctori che facevano fatica nel provare a fare qualcosa in più. Provo sempre a guardare verso un progetto a lungo termine: siamo calati nei risultati, ma la cosa più importante è arrivare bene ai play off. Il pericolo più grande è quello di fare dei casini, stravolgendo al posto di cambiare una-due cose del nostro metodo: siamo stati insieme, come staff, per confrontarci e preparare la partita di Arzignano. Sarà una gara interessante su un campo bello: serve maturità, può succederti qualcosa dopo un minuto ma devi comunque reagire. Tutto è possibile e dipende da noi: già martedì sera abbiamo fatto il primo step, nella vita ti butti sotto a un treno o fai un passo in avanti».
La società ti ha lasciato solo?
«Assolutamente no, siamo sempre vicini. Parliamo anche quando le cose vanno bene: un direttore ha una visione diversa delle cose. Siamo sinceri e aperti: ci tengo che il rapporto con Bonfanti e Minadeo è molto stretto, ora non è utile dire qualcosa. Il percorso è chiaro, che ci sia un calo è normale: non è che sopra vincano tutte, ma noi programmiamo sui due anni e stiamo finendo il primo. L’idea ci ha resi forte in passato e lo farà anche nel futuro».
Come giudichi l’uso delle due punte? E come sta Sipos?
«Con un infrasettimanale le cose cambiano un po’, anche sul fronte fisico: avevo in panchina Ndongue che ha dimostrato di poter dare sostegno; pensavo di fare delle cose diverse, inizialmente. Le due punte hanno giocato per la prima volta insieme a Gorgonzola e le distanze non erano sempre corrette: Leon si è allenato e spero che possa esserci sabato, anche solo parzialmente. Vale anche per Mallamo: se andrà bene, sarà convocato. Si sente subito: niente contro i giovani, ma sono dei pilastri della rosa. L’importante risiede nell’interpretazione delle partite, più che nel modulo in sè: abbiamo soluzioni ed era lo scopo del mercato di gennaio».
Come stanno Urso e Voltan?
«Abbiamo un giorno in più per poter recuperare, oggi il Doms (l’affaticamento post partita, ndr) è nel giorno peggiore. Tutti vogliamo Voltan in campo, ma a Brescia è rientrato dopo tre mesi su un campo morbido: se lo perdessi ora mi darebbero del folle, parlando con lui mi ha detto di sentirsi pronto a fare anche un tempo. “Oli” non giocava da tanto e si è visto. Tornando a martedì, dopo lo 0-1 c’è stato il calo, il gol ci ha fatto scendere di testa e questo non va bene. Con la Virtus Verona e l’Albinoleffe abbiamo fatto bene e quelle buone cose non vanno dimenticate: per questo abbiamo bisogno di sostegno da fuori, noi vogliamo ripagare il pubblico ma in un momento di difficoltà ci serve qualcosina in più. Quella dell’andata è stata una delle gare più belle, ma in conferenza stampa ero incazzato perchè c’erano delle cose da migliorare: loro sono solidi e bravi sulle palle inattive».
Ti è mai capitata una crisi del genere?
«Abbiamo cambiato contro la Virtus Verona mettendoci a quattro giocatori: non voglio essere testardo e giocare sempre in quel modo, ma dietro c’è una convinzione; all’andata abbiamo fatto un percorso sopra le aspettative, cambiare tutto avrebbe tolto credibilità verso la squadra. Devi rimanere coerente. Se sento la parola crisi mi vien da dire: crisi di che cosa? Di risultati? Qual era il nostro obiettivo iniziale? Non voglio diminuire il significato della parola, ma la crisi importante c’era un anno fa quando eravamo a -4 dalla salvezza; oggi dobbiamo capire cosa ci serve per tornare a un certo livello di prestazioni. Io ho vissuto dei momenti precisi nel settore giovanile, lì dov’è proibito buttare la palla lunga; il Sudtirol l’ho preso nei play out e ci siamo salvati, poi sono stato esonerato in un momento che per me non era di crisi: per questo chiedo sostegno dei tifosi e della città, che creda in quello che stiamo proponendo. Io sono aperto al massimo e a tutto, i ragazzi si meritano sostegno visto quello che chiedo loro in allenamento».
Quanto conta Arzignano?
«Il nostro obiettivo è quello di entrare nei play off e fare casino: so che i miei ragazzi possono farlo e che non sono diventati degli scappati di casa per due partite andate male».












