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Interviste | Valente: «Il Lecco che voglio vedere». Urso: «Non hanno passeggiato». Carobbio: «Gol-non-gol? Palla dentro»

Ottima serata per i blucelesti, che con Urso e Konatè costringono la capolista alla prima sconfitta esterna del loro straordinario campionato. Spettacolare la cornice di pubblico

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Tempo di lettura 5 minuti

Il Lecco si prende lo scalpo più importante in un infuocato “Rigamonti-Ceppi”. I blucelesti stendono un LR Vicenza sin qui sempre a punti nelle gare esterne grazie ai gol di Urso e Konatè in avvio dei due tempi, portandosi a casa una partita che – soprattutto nel primo tempo – è stata vera e molto ben giocata dalla già promossa capolista del girone A. E, va rimarcato, proprio nei primi 45′ sono arrivate 2-3 parate importanti di Furlan prima per tenere in equilibrio la gara e poi per mantenere il vantaggio costruito dai compagni di squadra. Particolarmente convulsi i primi minuti di partita tra la marcatura di Urso, un presunto gol-non-gol di Capello e l’espulsione di Gallo che ha lasciato gli ospiti senza allenatore per tutta la gara. Tante pennellate su un bel quadro incorniciato da 4.162 persone.

Lecco 2-0 LR Vicenza, l’intervista di Federico Valente

Mister, bella partita:
«A visto aperto contro un avversario che non aveva nulla da perdere. Volevamo fare una gara basata su possesso e transizioni: Furlan ci ha salvato due volte, ma te la meriti perchè ci metti intensità e voglia. Per questo dopo l’ultima partita ho detto che avremmo dovuto incidere su quello che si poteva: io penso già alla prossima. Urso? Solo crampi dappertutto. Zanellato ieri in rifinitura è saltato, non se la sentiva per un problema. Complimenti a chi ha giocato e alla panchina che ha sostenuto per 95’».

Vittoria importante anche in chiave play off, è stata partita vera:
«Volevano vincere la partita, si percepiva. Oggi la fame era un pelino più grande per noi, poi puoi avere la miglior tattica ma senza quellla non vai da nessuna parte. Le ultime partite ci hanno dato fiducia, da Novara in avanti quando abbiamo fatto un reset e ci siamo messi bene in campo. Oggi avevamo un 2005 e un 2006 in difesa insieme al “cap”, Sipos ha spinto e sta bene: non voglio dimenticare nessuno, ha fatto bene anche chi non ha giocato».

Ancora gli episodi arbitrali:
«Non gli giudico, mi dispiace. Mi posso bruciare solo le dita: prendono le decisioni e le riguardano, voglio parlare di quanto hanno fatto i miei ragazzi e di un pubblico top – non solo la Curva – che ha cantato anche durante la pausa».

Grandi prove di Mallamo e Konatè:
«Andrea viene da un infortunio non così semplice, sapevamo anche delle diffide ma sono stati bravi anche a difendere. Bravi per essersi cercati e trovati, mentre Ismael ha la capacità di saper attaccare la profondità: ha voluto fare gol e l’ha fatto, ci tiene e sono contento per lui».

Siete cresciuti tanto anche sul fronte fisico:
«Intendevo questo, abbiamo caricato tantissimo dopo la pausa e sapevamo di dover togliere qualcosina verso marzo e aprile. Il campo era secco secco, siamo riusciti a metterlo nelle condizioni per giocare bene seppur rendendolo pesante. Questa settimana, che è stata corta, ci ha visti lavorare in modo intenso e sono contento ancora per i ragazzi, mi ripeto: questo è il Lecco che voglio vedere».

Oggi firme dal mercato di gennaio:
«Abbiamo valutato le necessità per fare uno step in avanti, l’unica criticità è dargli il tempo per arrivare a un minutaggio più ampio. Abbiamo fatto un mercato importante, ma chi è rimasto si è messo a disposizione per dare una mano: il nostro modo di giocare non è così semplice, a me fa anche piacere seguire chi è andato via e sta facendo bene».

Lecco 2-0 LR Vicenza, l’intervista di Oliver Urso

Oliver, secondo gol nelle ultime tre:
«Sono venuto a Lecco per cercare di dimostrare che posso dare una mano e sono molto contento di dimostrare che posso farlo».

Qual è stato il “click” decisivo, stasera?
«Partita molto complicata per entrambe le squadre, non sono venuti qui a fare una passeggiata. Sono molto contento perché abbiamo dimostrato quello che è il Lecco contro una prima in classifica».

Come prosegue il percorso qui?
«C’è da pedalare parecchio, per uno che arriva dopo è più semplice avendo dei compagni che si conoscono bene vista l’idea chiara. Sono molto contento anche di questo».

Hai incrociato i tacchetti con Costa:
«Giocatore incredibile, probabilmente tra i 2-3 più bravi nel ruolo. Il Vicenza in generale è bello da affrontare, sono emozioni e stimoli quelle per mettere in difficoltà giocatori fortissimi».

Hai desiderato tanto venire a Lecco:
«Quando è uscita la possibilità sono andato a vedere delle partite e ho visto che proponevano del bel calcio. In base alle proposte mi è sembrato molto sensato cercare di aspettare il più possibile che si concretizzasse questa occasione: la stagione entra ora nel momento più importante, ma per ora mi sembra una scelta giusta».

Tanti diffidati:
«Il mister ci ha detto di pedalare, poi di volta in volta si vedrà».

Lecco 2-0 LR Vicenza, l’intervista di Filippo Carobbio

Mister, sugli episodi:
«Sul gol-non-gol per noi la palla era dentro. L’espulsione di mister Gallo forse deriva dal fatto che il quarto uomo era un po’ prevenuto, era lo stesso avuto con l’Alcione».

Si perde l’imbattibilità esterna:
«Dispiace, era uno dei nostri obiettivi. Peccato, sull’episoido del gol-non-gol sul ribaltamento id fronte siamo andadti sotto e sul 2-0 abbiamo preso gol quasi dal loro rinvio. Abbiamo trovato una squadra forte, noi magari eravamo reduci da qualche festa e con qualche energia in men».

Sconfitta figlia di meno concentrazione?
«Normale che qualche energia in meno ce l’abbiamo, ci stiamo allenando meno del solito e oggi si è vista aun po’ meno brillantezza nelle gambe dei ragazzi: loro avevano motivazioni importanti, ma nel primo tempo abbiamo avuto grandi occasioni».

Nessuna sterzata dai cambi:
«Di solito chi subentra ci dà qualcosa, ma oggi non era facile dare una svolta a questa partita. La prestazione poco brillante è da imputare alle poche energie per i meno allenamenti. Rauti? È stato male nel prepartita come Cappelletti, abbiamo dovuto cambiare all’ultimo».

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