Festante certamente sì, arrendevole certamente no. Il Vicenza visto a Lecco ha avuto brillantezza per 45′ e ha costruito tre palle gol importanti, due addirittura enormi e sventate da Furlan con l’ausilio della traversa, ma quella dei blucelesti è stata una delle versioni più convincenti dell’anno: due gol all’attivo e la chance avuta da Sipos per chiudere la contesa già intorno all’ora di gioco ma senza la freddezza necessaria per bucare nuovamente Gagno. Risultato e fredda cronaca a parte, il prepartita del big match era passato anche dalla non preventivata assenza di Zanellato al centro del campo e dall’ingresso nell’undici titolare di Mallamo, tra i più brillanti interpreti del primo tempo prima del fisiologico calo. Un cambio obbligato che Valente ha motivato con una noia muscolare accusata in rifinitura: «Non se la sentiva per un problema», ha spiegato il tecnico italosvizzero, che al suo play ha dovuto rinunciare anche sul finire del 2025, in un ottimo momento di forma della squadra che infatti disputò gare di buon livello con Alcione, Lumezzane e Pergolettese.
Un Lecco più intenso
Arrivati al quarto test senza il doppio regista, il campo ha detto che con questo assetto il Lecco riesce a esprimere un livello d’intensità notevolmente superiore con la cerniera Metlika-Mallamo al centro e Duca (oggi lui, ieri Bonati) a fare da raccordo con quello che oggi è un duo offensivo dotato di tecnica e spessore fisico come quello composto da Sipos – protagonista in entrambe le reti alla capolista – e Konatè, che ha appena trovato la sua seconda rete stagionale. Una risposta che meriterebbe una conferma in blocco dell’undici – anche considerando le assenze già certe – venerdì sera: alle 20.30 i blucelesti incroceranno nuovamente i tacchetti con un Alcione in periodo no per i risultati, ma che a Trento ha rischiato di fare bottino pieno prima di cadere a ridosso del 90′ per un rigore di Capone: anche a Sesto San Giovanni sarà fondamentale farsi trovare pronti sul piano dell’intensità per aggredire rapidamente i pochi spazi che la squadra di Cusatis è solita concedere, soprattutto al “Breda”. Uno dei classici esami di fine corso per capire se il Lecco sia diventato definitivamente diventato grande dopo la prima, grande affermazione stagionale o se il percorso preveda ancora delle dolorose tappe di apprendimento.













