Il giorno dopo la conferenza di Aniello Aliberti, il mercato presenta il conto. Matteo Battistini e Jacopo Furlan sono a un passo dalla Reggiana: il capitano e il portiere, due delle figure più rappresentative del Lecco recente, stanno per lasciare l’ombra del Resegone. Un doppio addio pesante, che arriva a sei giorni dal raduno del 16 luglio e che ridisegna in profondità l’ossatura della squadra affidata a Federico Valente.
Due colonne blucelesti
Matteo Battistini, difensore centrale classe 1994, in bluceleste ha collezionato 147 presenze, 6 reti e 5 assist per un totale di oltre dodicimila minuti in campo (dai Transfermarkt). Cinque stagioni di permanenza sul lago, interrotte soltanto dalla cessione in prestito al Crotone maturata nel gennaio 2024, un passaggio che a Lecco fa ancora discutere. Al ritorno ha ripreso la fascia e non l’ha più lasciata, diventando il riferimento silenzioso di uno spogliatoio che negli anni ha cambiato pelle più volte.

Jacopo Furlan, portiere classe 1993, ha invece scritto la propria pagina di storia in due sole stagioni, ma di quelle che restano: 75 presenze, 24 clean sheet, e un doppio riconoscimento che parla da solo. Per due anni consecutivi i tifosi lo hanno eletto miglior giocatore della stagione nel sondaggio di LCN Sport: nel 2024/2025 con il 30% delle preferenze, nel 2025/2026 con il 43% – 348 voti su 547 – e un distacco netto su Sipos e Duca.

La difesa è da rifare
Entrambi i giocatori hanno il contratto in scadenza nel giugno 2027 e a nessuno dei due è stata avanzata una proposta di rinnovo, che verosimilmente avrebbe dovuto essere al rialzo. La Reggiana si è presentata con offerte importanti sul piano personale, i giocatori hanno detto sì, e a quel punto la trattativa si è spostata al tavolo tra le società. Il Lecco, dal canto suo, avrà un incasso, oltre all’alleggerimento di due ingaggi di primo livello. Dinamiche fisiologiche nel calcio, ma il conto a livello tecnico resta da pagare.
Se si osserva il reparto arretrato che ha chiuso la stagione 2025/2026 e lo si confronta con quello odierno, il vuoto è impressionante: verso l’addio Battistini, non c’è Lorenzo Romani – rientrato alla Fiorentina –, non ci sono Manuel Ferrini, Luca Marrone, Gregorio Tanco e Mattia Rizzo, tutti usciti per fine contratto o fine prestito. E con loro se ne va anche il portiere titolare.
Restano Joaquin Dalmasso tra i pali, il neo arrivato Daniele Triacca, e tra i giovani contrattualizzati profili come Meleddu e Mihali, entrambi utilizzabili come braccetti. Ma una linea difensiva, oggi, il Lecco non ce l’ha. E il calendario non aspetta: sei giorni al raduno, dieci alla partenza per il ritiro in Trentino.
La promessa da mantenere
Nella conferenza di ieri, raccontata integralmente su queste pagine, il presidente Aliberti è stato netto: «Se perdiamo un giocatore che vale 8 allora ne cerchiamo uno che vale 9». Una dichiarazione di intenti chiara, accompagnata dall’asticella fissata nei primi cinque posti e dalla precisazione che «non vogliamo mandare via nessuno, ma dobbiamo accettare eventuali partenze». Il punto è che Furlan, a Lecco, è stato per due anni un giocatore da nove: sostituirlo con un profilo di pari livello è una necessità; lo stesso vale per il capitano, la cui uscita porta via anche una fetta consistente di leadership, in un’estate che ha già visto sfumare altri riferimenti dello spogliatoio.
Al nuovo direttore sportivo Carlo Zerminiani, insediato da appena ventiquattr’ore ma già operativo nei giorni precedenti, il compito di trasformare in fretta quelle parole in giocatori veri. Le dichiarazioni di intenti si portano avanti per tutta la stagione: la messa a terra, invece, si misura già nei prossimi giorni.











