Seguici

Calcio

Un tifoso ridisegna le maglie del Lecco e rispolvera il 1977

Dopo le polemiche sul contest, Andrea Sala invia a LCN Sport un progetto grafico completo: strisce verticali, colletto a polo e un granata che ha molto profonde

La proposta di Andrea Sala per la prima maglia 2026/2027 ANDREA SALA
Condividi questo articolo sui Social
Tempo di lettura 5 minuti

C’è un modo silenzioso di dare il proprio contributo, ed è quello di mettersi al tavolo e disegnare. Mentre il percorso partecipativo della Calcio Lecco 1912 chiudeva il proprio cerchio – dalla prima maglia celeste con le onde del lago alla seconda bianca con il Matitone, fino alle divise verde e gialla dei portieri – un tifoso ha preso tastiera, matita virtuale e software di grafica. E ha spedito in redazione la sua controproposta. Si chiama Andrea Sala e il suo progetto porta un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: «L’Eleganza del Tempo e dei Trofei». Sotto, una data: 1977-2027. Sopra, in copertina, la mitica fotografia in bianco e nero del Lecco che alza il Trofeo Anglo-Italiano in un “Mario Rigamonti” pieno.

Il minimalismo come atto di fede

La filosofia del progetto sta in una riga, che Sala consegna come slogan: «L’eleganza non urla. Il calcio torna all’essenziale».

L’home kit proposto rinuncia a texture, pattern, silhouette di montagne. Restano le strisce verticali blu e celesti, larghe e nette, chiuse da un colletto a polo che rimanda al calcio classico. Nessuna distrazione. Sul retro, all’altezza del collo, un piccolo scudetto tricolore con le date 1977-2027, dettaglio discreto ma significativo.

Perché quelle date? Perché in quella stagione di grazia il Lecco vinse due volte. Il 19 giugno 1977 i blucelesti di Oscar Massei si aggiudicarono la Coppa Italia Semiprofessionisti battendo in finale la Sangiovannese per 2-1. Dieci giorni dopo, il 29 giugno, sempre al “Rigamonti”, il capitano Piero Volpi alzò al cielo il Trofeo Anglo-Italiano: 3-0 agli inglesi del Bath City, doppietta di Zandegù e rete di Galluzzo. l prossimo anno cadrà il cinquantesimo anniversario e già nel 2017 si è tenuta la bella festa per i 40 anni.

Bianco, granata, oro: la seconda vita dei colori

L’away kit disegnato da Sala è bianco candido, spezzato solo da profili blu su maniche e colletto, richiamando «la luce riflessa sull’acqua nelle mattine d’inverno». Una scelta che ha una tradizione precisa dietro: le divise da trasferta del Lecco sono state storicamente bianche con richiami ai colori sociali.

Pezzo interessante anche il third kit. Sala propone il granata con maniche celesti, e lo motiva come «un richiamo nostalgico alle divise storiche di metà secolo, dove i tessuti pesanti e i colori caldi parlavano di un calcio fatto di fango, sudore e stile impareggiabile». La sua intuizione, tuttavia, ha una radice ancora più profonda: il granata è già stato usato dal Lecco come colore per le terze maglie, e non a caso. È un omaggio a Mario Rigamonti, difensore del Grande Torino – e prima ancora bluceleste – morto nella tragedia di Superga. Lo stesso Rigamonti che dà il nome allo stadio di via Don Pozzi insieme al Presidentissimo Mario Ceppi.

Chiude la collezione la divisa del portiere, in oro opaco. Il colore, spiega il progetto, richiama insieme la preziosità dei trofei del ’77 e il riflesso del sole sul bacino di Lecco al tramonto. Un’idea che, va detto, dialoga a distanza con quella scelta dai tifosi nel contest ufficiale, dove il giallo ha prevalso proprio per l’away dei numeri uno.

Parola ai tifosi

Le maglie 2026/2027 sono state scelte, il fornitore tecnico è Acerbis, il percorso di consultazione è chiuso. Ma questa presentazione – arrivata in redazione spontaneamente, dopo un breve scambio di messaggi – dice qualcosa di più interessante del semplice pensiero estetico.

Dice che un contest aperto ai tifosi genera tifosi che si sentono legittimati a progettare. Che l’operazione di coinvolgimento, per quanto sempre opinabile nei risultati, ha funzionato nel metodo: ha trasformato spettatori in autori. E che dentro la tifoseria bluceleste esiste una competenza – storica, grafica, identitaria – che si sposa con la conoscenza della storia.

Poche settimane fa era stato Samuele Panzeri a scrivere a LCN Sport per segnalare che, in una delle proposte ufficiali, le montagne stilizzate sul petto non erano le Grigne, ma la cresta di Seceda e il Sass Rigais, in Alto Adige.

Condividi questo articolo sui Social

Lecco Channel Web Radio

Diario 1912 - Il nostro podcast

LECCO CHANNEL NEWS TV

SEGUICI SU FACEBOOK

Altre notizie in Calcio