Domanda facile, risposta scontata: no. Al Lecco visto martedì sera contro il Renate serviranno certamente gol e assist di Leon Sipos – che vanta ancora un lampante 47% alla voce “partecipazione gol” nonostante un mese di assenza -, ma a sconfortare è stato più l’atteggiamento generale dell’inefficacia in zona gol. Tra l’altro alla situazione dell’attaccante è legato un costante chiacchiericcio che sposta il focus dal tema medico a quello ambientale: attenendosi ai fatti di cronaca, mister Valente ha sempre speso parole al miele per il centravanti e i “fastidi nella regione del bacino/adduttore” riferiti dai bollettini ufficiali – un flirt con la pubalgia – sono dati in fase di risoluzione, con la tappa di Arzignano come quella designata per il rientro. Vale per lui, vale anche per Mallamo che dovrebbe essere nella lista dei convocati in vista del match in programma al “Dal Molin”: con Lovisa valutato quotidianamente, Basili e Tanco relegati nella colonna dei lungodegenti ecco che l’emergenza potrà essere dichiarata definitivamente conclusa nei tempi stabiliti.
Oltre la tattica
Il lato tecnico-tattico vuole sicuramente la sua parte. Il tecnico bluceleste ha varato il 3-4-1-2 già visto a Gorgonzola, con Konatè e Parker supportati da Duca nel ruolo di mezza punta: esperimento dai risultati farraginosi, ma non totalmente fallito considerato che nel primo tempo il Lecco ha quantomeno fatto il solletico a Nobile con un paio di tiri da fuori e un buon numero di calci d’angolo conqustati. Poi, tra 46′ e 58′, Valente ha deciso di tornare al passato con gli ingressi di Zanellato e Furrer, con la girandola completata da Rizzo, Bonaiti e Ndongue. È giusto precisare una cosa: con l’atteggiamento di martedì sera per i blucelesti sarebbe stato alla stregua dell’impossibile fare gol a un Renate così sciolto e solido, ma stonano i 73′ disputati da Urso – che evidentemente è lontano da una condizione buona – e anche il mancato ingresso del bel Voltan visto a Brescia. A questo si sommano le difficoltà dei più giovani – dal primo all’ultimo – che per natura tendono a soffrire più degli esperti nel corso di un momento di conclamata difficoltà: non è un caso che a salvarsi siano stati i soliti noti oltre ai volitivi Duca e Konatè. Davanti ai microfoni Furlan ha comprensibilmente chiesto unità, ma è anche lecito sottolineare come più di un elemento abbia scalato due o tre marce da qualche settimana a questa parte, sottraendo risorse e apporto individuale all’interno del rettangolo verde. Insomma, il vaso di Pandora si stava scoperchiando da un po’ e la batosta del “Rigamonti-Ceppi” ha dato solo l’ultimo colpo, per quanto forte.

Per pur pochi che siano, in questo momento – catalogabile sotto la colonna del “pessimo stato, pessime decisioni” – il Lecco ha bisogno di affidarsi ai riferimenti presenti all’interno del gruppo, magari anche concedendo un minutaggio maggiore a chi si ha sempre risposto presente alla chiamata, anche durante la disgraziata partita con il Renate pur tra mille errori individuali. Il calcio è uno sport tendenzialmente semplice e la Serie C in particolare ha una ricetta base che funziona sempre: ferocia nelle due aree e animus pugnandi in mezzo al campo, due caratteristiche che hanno reso ottimo il girone d’andata. E allora sì, che anche il rientro di Sipos darà una grossa mano a venir fuori dal momento più complicato della gestione di un Valente stretto nella morsa delle difficoltà.











