La variabile che manca al Lecco non è soltanto il mercato. È il tempo, soprattutto. Diciannove giorni alla chiusura della finestra, due giorni al primo appuntamento ufficiale, e una constatazione che i tabellini restituiscono senza bisogno di particolari interpretazioni: la difesa che domenica sera dovrebbe scendere in campo contro il Desenzano ha giocato insieme quarantacinque minuti in tutta l’estate. Anche ammesso che le operazioni mancanti si chiudano — ed è tutt’altro che scontato — chi arriverà avrà bisogno del suo, di tempo, per essere integrato.
Quarantacinque minuti insieme
La ricostruzione, frazione per frazione. Nei due test del ritiro trentino — 5-1 all’Anaune e 7-0 al Porfido Albiano — Lorenzo Mihali ha fatto il centrale di una difesa a tre completata da Triacca e Sinn, con Marwane Kritta dirottato al centro nella prima frazione con il Porfido. A Villafranca, contro l’Hellas Verona, stesso terzetto iniziale e ripresa con Meleddu centrale tra Polonioli e Kritta. Matteo Arena, il primo centrale di ruolo della rosa, ha firmato il 3 agosto.
Da lì, tre partite e tre abbinamenti diversi. Con l’Inter Under 23 Arena al centro tra Mihali e Kritta, poi Triacca-Meleddu-Sinn. Con l’Atalanta Under 23 l’unico assetto teoricamente titolare, Triacca-Arena-Sinn, cambiato via nella ripresa da una difesa d’emergenza con Jason Anastasini, mezza punta, dirottato a fare il braccetto sinistro. Con il Sondrio, ancora Anastasini a sinistra accanto ad Arena e Mihali.
Il conto è presto fatto: quattro interpreti diversi come braccetto destro, quattro al centro, cinque sul centro-sinistra. E quarantacinque minuti — un tempo su dodici — per il terzetto che oggi sembra il più probabile. Il Lecco una difesa titolare sulla carta ce l’ha; quello che non ha avuto è il rodaggio.
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Per onestà va precisato che quella del turnover è stata una scelta precisa. Valente ha distribuito minutaggio ampio a tutti gli elementi della rosa non fermati da problemi fisici, cambiando in blocco gli undici all’intervallo in quasi tutti i test, dall’Anaune al Sondrio. È una scelta che in luglio ha un senso preciso — condizione, valutazione dei giovani, rotazione dei carichi — e che soltanto adesso, a due giorni dalla prima ufficiale, presenta il conto sul piano degli automatismi. Il problema, semmai, è che una rosa più profonda avrebbe consentito di fare entrambe le cose.
Resta la curiosità dell’ultimo test: potendo scegliere, il tecnico ha diviso i tre invece di riunirli, tenendo Arena in campo con Mihali e Anastasini, mandando in campo Triacca e Sinn alla ripresa. Una scelta legittima, ma che dice quanto sia stretta la coperta. Perché Anastasini in quel ruolo, del resto, ha una sola spiegazione plausibile: è mancino, e oltre a Sinn il Lecco di mancini in difesa non ne ha, stante l’assenza forzata di Kritta. Non la struttura fisica del difensore, non il background tecnico-tattico — con Valente ha quasi sempre fatto l’esterno alto — ma il piede giusto per non stravolgere i principi di gioco mentre si aspettano i rinforzi. Altre ragioni, da osservatori, non ne troviamo.
Quello che invece funziona
Sarebbe disonesto fermarsi qui, perché il precampionato non ha restituito soltanto lacune. Il calcio che il Lecco prova a giocare si è visto a sprazzi, ed è più verticale di quello di un anno fa: mezzali che si buttano dentro l’area, triangolazioni larghe sulle corsie, azioni chiuse con il cutback dalla linea di fondo in favore di chi arriva da dietro. Il gol di Pellegrino al Sondrio, nel racconto della società, nasce esattamente così — Furrer, Fasan, Urso, inserimento — e non è un caso isolato, considerato il numero di marcature arrivate con questa modalità. Va pure detto che la squadra è stata perlopiù ordinata in campo, pagando per gli errori in uscita o pecche di posizionamento individuale.
C’è poi un dualismo che si è riaperto tra i pali. Per due stagioni il titolare designato è stato Furlan, oggi alla Reggiana e votato MVP bluceleste due anni di fila nel sondaggio di LCN Sport: un’eredità pesante, che ora Dalmasso e Vettorel si giocano alla pari. Negli ultimi test è stato il primo a partire più spesso dall’inizio. Da domenica sera si capirà che prima strada avrà preso la concorrenza.
L’esempio Urso
C’è un dato che traduce plasticamente la questione, ed è il minutaggio di Oliver Urso giovedì mattina: venticinque minuti, poi la staffetta con Manetti. Non è una scelta tecnica, ma una necessità fisica. Alla Reggiana l’esterno era fuori lista e si allenava da solo: il ritorno in bluceleste a titolo definitivo è arrivato il 10 agosto, cinque giorni prima della prima ufficiale.
Vale la pena tenerlo a mente per tutto quello che verrà dopo Ferragosto. Chi arriva in fondo alla finestra porta con sé, quasi sempre, o un percorso di ricondizionamento atletico da completare o un periodo di adattamento a un gruppo che lavora insieme da un mese. Sono considerazioni che prescindono dal valore tecnico dei singoli: un giocatore forte inserito il 2 settembre resta un giocatore forte, ma non è disponibile il 2 settembre. Oltre al fatto che diventi più difficile formare un gruppo coeso quando continuano i movimenti di mercato.

Un anno fa di questi giorni
Il confronto con dodici mesi fa è impietoso, e non riguarda soltanto i nomi. A metà agosto 2025 la rosa era sostanzialmente completa, gli automatismi erano stati provati per intero, e il clima attorno alla squadra era di attesa fiduciosa. Oggi, dopo un’estate di partenze pesanti e cambiamenti, la piazza è mediamente preoccupata e la squadra si presenta al via con almeno cinque caselle da riempire. Certo, un anno fa di questi giorni arrivò anche una sorprendente sconfitta interna con l’Ospitaletto, ma l’avvio di campionato fu di quelli lanciati e pienamente positivi, inerzia durata almeno fino ai primi rallenamenti di metà ottobre con gli scontri diretti persi in serie.
Il calendario non concede sconti
L’avvio non aiuta. Dopo l’esordio del 22 agosto con l’Arzignano Valchiampo, il Lecco va a Treviso il 31: e proprio ieri l’impianto di casa dei biancocelesti, lo stadio Omobono Tenni, ha superato l’esame della commissione tecnica dopo i lavori di adeguamento su fari a led, vie di fuga, spogliatoi, panchine e fibra ottica per il Var. La squadra veneta, reduce da una promozione e da un mercato di buon livello, giocherà dunque in casa propria la prima gara interna della sua stagione, davanti a un entusiasmo facilmente immaginabile.
Poi il 7 settembre Trento, il 26 Cittadella e il 4 ottobre l’Union Brescia: tre delle candidate del girone concentrate nelle prime otto giornate, con in mezzo Giana Erminio, Desenzano e Pergolettese. Un calendario che chiede una squadra pronta a chi pronta non è ancora.
Sul fronte trasferte, infine, resta il capitolo dei divieti: le limitazioni per i tifosi blucelesti proseguiranno fino a febbraio 2027, dopo i fatti di Lecco-Catania. Un altro pezzo di normalità che manca.
Il mercato e la promessa di Aliberti
Davanti, il presidente Aniello Aliberti ha annunciato l’arrivo di una prima punta di peso. Le indicazioni raccolte portano tutte nella stessa direzione: se ne parlerà nel domino delle ultime settimane, quando le uscite dalle categorie superiori sbloccano le caselle a cascata. È esattamente il meccanismo che nel 2024 portò in bluceleste Leon Sipos, firmato il 30 agosto: due giorni prima della chiusura, con il campionato già iniziato.
Per il resto il quadro non è cambiato. Nessuna proposta formale è arrivata in questi gironi per Antonio Metlika — sull’interesse della Sampdoria le nostre verifiche non hanno trovato riscontro — né per Kritta, accostato al Bari mentre i pugliesi devono prima completare le uscite. Entrambi, alle prese con problemi fisici, non sono attesi a disposizione per domenica: con il probabile forfait di Kritta, Litti si candida per una maglia da titolare sulla corsia mancina. E in difesa, dove il bisogno è più urgente e dichiarato, nessuna trattativa risulta in dirittura.
Una casella si è invece chiusa altrove: Flavio Russo, il cui nome era tornato a circolare nei giorni scorsi, torna al Catania.

Alle 14 parla Valente
Il programma di oggi prevede la conferenza stampa di vigilia di Federico Valente, la prima della stagione: sarà l’occasione per capire quante caselle il tecnico conta di veder riempite entro il 2 settembre e con quale undici affronterà il Desenzano di Marco Gaburro, domenica alle 21, con Aloise di Voghera designato ad arbitrare. Per l’occasione è atteso il debutto della nuova seconda maglia, come accadde un anno fa proprio in Coppa con l’Ospitaletto.
La biglietteria della Tribuna, in via don Pozzi, apre stamattina dalle 10.30. La vendita online su Vivaticket è già attiva, ed è bene ricordare che i tagliandi si possono acquistare anche nelle rivendite fisiche del circuito: in provincia di Lecco ce ne sono diverse, e l’elenco aggiornato si trova con una ricerca sul sito del servizio di e-ticketing.













