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Calcio Lecco, si entra nell’era dell’erba sintetica. Via ai lavori, Di Nunno: «Imprenditori, statemi vicino»

La ruspa al lavoro: il "Rigamonti-Ceppi" diventerà in erba sintetica
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Sono iniziati a mezzogiorno i lavori di posa del manto sintetico allo stadio “Rigamonti-Ceppi” di Lecco.

La ruspa ha iniziato a lavorare simbolicamente al centro del campo: di fatto, questa mattina è stata tracciata una profonda linea di demarcazione tra passato, presente e futuro. Il vecchio manto erboso in erba naturale lascerà il posto al moderno terreno in erba creata artificialmente, anche se sarà forte la componente naturale che sarà utilizzata per gli intasi. La sala stampa ha accolto un gran numero di persone, tra cui è, ovviamente, spiccata la presenza del presidente Paolo Di Nunno; presente anche il neotecnico Marco Gaburro, che è stato accompagnato dal futuro staff: tutti si sono incontrati con il pres dopo la conferenza stampa per definire il nuovo ingaggio in bluceleste.

Tornando alla questione campo, è Roberto Nusca, Amministratore di Sofisport Srl, azienda che eseguirà i lavori per i prossimi settanta giorni circa, a spiegarli in ambito tecnico: «Il tipo di campo Bio Surface è utilizzato anche in Serie A per le strutture d’allenamento ed è composto da un filo a ritorno di memoria riciclabile, che azzera i costi di futuro smaltimento; gli intasi sono al 100% naturali (sabbia vegetale, fibre di cocco, tutolo di mais e sughero) e permettono di drenare fino a 500mm/h di acqua piovana (350mm/h garantiti), un’infinità. E’ un campo che vanta tre brevetti mondiali ed è di ultimissima generazione. La sensazione provata dal giocatore è la medesima di quella provata su un campo in erba naturale. Il processo di conversione del manto è reversibile: se il presidente Di Nunno volesse, un giorno si potrebbe tornare all’erba naturale nel giro di sessanta giorni. Di sicuro va apprezzato per la sua lungimiranza».

Ad ascoltare la spiegazione anche monsignor Franco Cecchin, prevosto di Lecco, Mattia Maddaluno, dello sponsor tecnico Legea LeccoRoberto Morganti, rappresentante del Settore Giovanile, il vicepresidente Angelo Battazza, che ha moderato la presentazione, Gino Di Nunno, figlio del presidente Paolo e amministrazione delegato dell’azienda di famiglia, l’avvocato Denicia MammoneGiovanni Colombo, presidente della FIGC Lecco. Il costo dell’operazione, com’è noto, è di 517.518,75 euro (più iva, totale 631.372,87 euro)decisamente oneroso per le tasche di Di Nunno: l’investimento permetterà di trasferire in città anche la sede degli allenamenti e di varie gare dei giovani blucelesti; un passo in avanti non da poco, che dovrebbe porre fine agli annosi problemi infrastrutturali.

Atteso, il pres prende la parola: «Ho al mio fianco il sindaco Virginio Brivio, che ringrazio per la collaborazione. Questi lavori li ho voluti realizzare fortemente, io voglio vedere giocare anche i giovani, cosa che non è stata mai possibile a Lecco. Anche i bambini devono poter giocare su questo campo e, poi, fermarsi a vedere la partita dei ‘grandi’. Sto facendo grandi sforzi, ma questa volta non voglio fare proclama; allestiremo una squadra degna, che possa stare in alto. Una cosa, però, mi dispiace: nessun imprenditore locale mi ha dato cinquecento o mille euro, oltre a Battazza. Bisogna capire che questi sforzi sono fatti da un pugliese per il bene della squadra di Lecco».

All’appello si riunisce anche Virginio Brivio: «L’assetto societario è stabile, è caldo, certo, ma va bene. L’obiettivo è quello di avere un coinvogimento diverso dell’imprenditoria locale». A fargli eco il senatore Paolo Arrigoni (Lega Nord): «Mi muoverò anche io per coinvolgere un numero maggiore d’imprenditori, perchè il presidente merita del supporto», il suo commento.

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