Bene o male, la storia bussa sempre alla porta. Talvolta nella stessa, talvolta in forme diverse. Tra Lecco e Albinoleffe mette sempre in palio qualcosa: durante gli Anni Ottanta, bel prima della fusione avvenuta tra le Orobie, era una sfida continua per primeggiare in Interregionale (oggi Serie D), oggi la posta in palio è rappresentata da tre punti dal peso specifico notevole. Blucelesti di qua e blucelesti di là, con classifiche costruite in un modo del tutto simile: partenza lanciata per entrambe, poi la fermata improvvisa che ha visto le due lombarde perdere terreno a braccetto. A Lecco mister Mauro Zironelli è sicuramente a rischio, mentre da parte seriana non si registrano voci particolari in merito alla panchina di mister Michele Marcolini; l’ultimo allontanamento, da quelle parti, risale al 27 novembre 2018: fu proprio l’attuale tecnico a prendere il posto di mister Massimiliano Alvini, poi si aprì il meraviglioso biennio targato Marco Zaffaroni. All’ombra del Resegone, invece, la data è quella del 1 ottobre 2019: via mister Marco Gaburro, con tanto di sommossa popolare, dentro, con qualche giorno di ritardo, mister Gaetano D’Agostino. Lecco e Albinoleffe si sono già trovate in estate al “Città di Gorgonzola” per il Primo Turno di Coppa Italia: finì 2-1 per i padroni di casa, bravi a ribaltare con Cori e Tomaselli l’iniziale rete siglata di Simone Iocolano su calcio di punizione.
Nessuno ha fatto peggio
Riavvolgiamo per un attimo il nastro all’11 novembre 2020: quella sera, con tanto di ritardo per un caso di positività al Covid-19 registrato in casa bluceleste, andò in scena un tiratissimo Lecco-Novara, che vide lo stesso Marcolini al timone della squadra piemontese, anche se in quella specifica occasione la squalifica gli impedì di sedere in panchina; pochissime occasioni, rete decisiva di Doudou Mangni nel finale. Fu il colpo che riavviò una giostra incagliatasi improvvisamente dopo la vittoria ottenuta nel già leggendario derby del “Sinigaglia” (0-3). Un anno dopo siamo tornati più o meno allo stesso punto: il Lecco ha messo insieme 3 sconfitte e 2 pareggi nelle ultime 5 uscite, esattamente come l’Albinoleffe. L’avrete già capito: sono le squadre che, in questo specifico periodo, hanno fatto peggio. Per le Aquile lo score è lo stesso di quel post derby, mentre per il tecnico quella lecchese fu una tappa di avvicinamento all’esonero arrivato il 14 dicembre 2020, dopo sole 7 partite (4 pareggi, 3 sconfitte).
Fattore Manconi, fattore campo
Veniamo alla pura analisi numerica. Gli orobici hanno vinto tre partite esterne in trasferta, poi hanno perso a Crema (1-0) e pure sul campo della vicecapolista Padova (2-0), ma nel complesso il rendimento sui campi altrui è il terzo del girone (12 punti, 2 a partita); i nostri, invece, in casa hanno sempre segnato e pure tanto: 15 volte in 6 occasioni diverse, per una media di 2,5 gol a partita e 2,16 punti conquistati in ogni match (4° rendimento interno). Fattore campo e fattore Manconi: l’attaccante seriano, in campo per il 99% dei minuti disponibili, ha già segnato 7 volte in 13 partite (0,54 g/p, 0 assist), migliorando la già ottima media della stagione 2020/2021 (18 gol in 43 partite, 0,42 g/p, 3 assist) e ritrovando la via del gol nell’ultimo impegno interno con la Pro Vercelli (1-1); nell’estate 2020, dopo la bella esperienza con la Giana Erminio (5 gol e 2 assist in 8 presenze) c’era anche un bel triennale sul tavolo per portarlo all’ombra del Resegone, ma la direttiva presidenziale spinse verso l’ingaggio di Juan Kaprof.

Vien da sè che Manconi sarà il pericolo pubblico numero uno, con Martignago e Cori a poter dire ampiamente la loro insieme agli altri soliti noti; occhio agli infortunati Savini, Pagno, Ntumbe, Borghini e Gelli, tutti pezzi importanti della rosa, mentre in casa Lecco la situazione più delicata è sempre quella relativa alla tenuta emotiva del gruppo, perché di buone cose se ne sono viste anche ad Alessandria, con tanto di veleno per le decisioni arbitrali avverse.
Lecco e Albinoleffe sono due squadre in crisi, sicuramente di risultati; ora, come un anno fa, la speranza è che l’esito finale sorrida a chi gioca in casa.













