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Riecco De Paola: «Stimo Zironelli, ma ci serve equilibrio. Un punto con il Südtirol? Serve un pezzo di pane…». Maiolo: «Scelta condivisa». Fracchiolla: «Shock positivo»

Il tecnico è alla terza esperienza in bluceleste: «Qui 4-5 giocatori di personalità. Di Nunno in panchina? Vedremo». I dirigenti sposano la scelta della proprietà

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Tempo di lettura 8 minuti

Questa volta, rispetto al 2017, non corriamo il rischio di clamorosi dietrofront. Mister Luciano De Paola si è presentato alla città di Lecco dopo aver firmato il contratto alla presenza della famiglia Di Nunno e aver guidato la prima seduta di allenamento nel pomeriggio di giovedì; venerdì mattina, invece, è stato il tempo della prima di due sedute, necessarie per capirne di più e preparare con più dovizia di particolari il difficile match con la capolista Südtirol in programma domenica pomeriggio alle 17.30. Fiancheggiato dai dirigenti Angelo Maiolo e Domenico Fracchiolla, il Pirata, soprannome che risale ai tempi in cui ben impressionava con la maglia del Brescia, ha fatto nuovamente capolino nella sala stampa del “Rigamonti-Ceppi”, luogo che ben conosce sia da padrone di casa che da avversario; nel fine settimana ritroverà anche Ivan Javorcic, che sul finire degli Anni Novanta condivise con lui ruolo in campo e spogliatoio delle Rondinelle. La parola d’ordine: equilibrio, motivo per il quale sarà probabile, come ipotizzato, vedere un Lecco schierato in campo con il 4-3-3 che tanto gli è chiaro; interessante sarà vedere quale sarà il giocatore, «il metodista», al quale affiderà le chiavi di una macchina dalla cilindrata comunque elevata.

Da sinistra: Maiolo, De Paola e Fracchiolla BONACINA/LCN SPORT

Maiolo: «Zironelli, grazie»

Angelo Maiolo BONACINA/LCN SPORT

«Il ringraziamento va a mister Zironelli e alla famiglia Di Nunno per quanto rispettivamente fatto. Siamo felici di accogliere mister De Paola, che conoscete tutti».

C’è stata una convergenza di opinioni su De Paola:
«Si, non c’è stata una voce contraria. Il presidente ci aveva comunicato, quando eravamo ancora a Trento, che sarebbe stato lui il nuovo allenatore: personalmente l’ho sempre stimato, seguendo le squadre che ha allenato durante gli anni. Parlo di lui anche come uomo: mi piace questo tipo di persona, con noi si accomuna benissimo perché dice sempre le cose chiare».

Fracchiolla: «Togliamoci di dosso le polemiche»

Domenico Fracchiolla BONACINA/LCN SPORT

Hai predicato calma dopo Trento:
«È stato un mese difficile, con tanta pressione. Bisognava fermarsi un attimo, dobbiamo scrollarci di dosso tutte le polemiche: abbiamo davanti a noi cinque partite prima di Natale e a gennaio ci sarà il mercato; c’è tutto il tempo rimettersi in carreggiata. La squadra ha subito uno shock positivo, ci serviva un allenatore adatto a compensare le cose che erano mancate in precedenza: è stato scelto un uomo per sanare gli errori commessi sul campo. Ripartiamo con entusiasmo, togliamoci tutte le polemiche: il messaggio va anche all’interno della società».

Sul mercato:
«La testa dev’essere alle partite, anche i giocatori dovranno guadagnarsi la prosecuzione della carriera a Lecco: tutti devono sentirsi stimolati al massimo, mi sembra che abbiano capito l’antifona. Il tempo degli alibi è finito, è quello di spingere a fondo».

De Paola: «Ritroviamo l’equilibrio»

Luciano De Paola BONACINA/LCN SPORT

«Mi mancava questo posto, sono ritornato dove sicuramente abbiamo fatto un grandissimo lavoro. Siamo pronti»

Squadra che ha carenza di personalità:
«Ha qualità incredibili, un gruppo di lavoro molto buono e affiatato. Hanno una cultura del lavoro importante, è normale che i pochi punti incidano sulòla testa; il discorso da fare è caratteriale; ci siamo messi reciprocamente a disposizione. Stiamo preparando una partita non facile, contro una squadra prima che non ha mai perso, noi cercheremo di fare una grandissima prestazione dal punto di vista caratteriale. M’interessa l’anima, la piazza vuole vedere gente che esce dal campo con la maglia sudata».

Perchè sei ritornato oggi e non nel 2017?
«Le prime volte ci sono state delle incomprensioni, prima di partire per Boston avevo parlato con Albè della Giana Erminio e non avevo potuto dargli la mia disponibilità; il presidente Di Nunno, invece, ha scelto di aspettare il mio ritorno. Abbiamo due caratteri molto forti e la cosa mi piace molto, ma non vuol dire che non si possa andare bene insieme: l’obiettivo è quello di vincere sempre, ai ragazzi ho detto che bisogna dare sempre tutto e ho percepito buone sensazioni».

Tecnicamente come ti sembra la rosa?
«Secondo me è stata allestita bene, non per vincere il campionato ma per farne uno importante. Mister Zironelli ha fatto un grande lavoro, ma i ragazzi devono capire che servono le palle per venire fuori dai momenti difficili».

Sul modulo:
«Lo fanno i giocatori, penso che questa squadra possa farli tutti, ha giocatori intelligenti. A me piace una fase difensiva a “quattro” perché ti permette di coprire meglio il campo: ho parlato con i più vecchi e gli ho chiesto cosa ne pensino, è normale che l’allenatore debba sentire le loro sensazioni. Domenica metteremo in piedi una formazione gagliarda aldilà dello schieramento».

Il raffronto con le due categorie:
«È normale che sono due squadre diverse, quella aveva grandissima personalità e non era molto facile nemmeno la gestione del gruppo. In Serie C trovi più attenzione, in Serie D trovi França che fa 20 gol toccando 20 palloni: dobbiamo aprire un ciclo e qui ci sono 4-5 giocatori che possono aiutare i giovani, molto interessanti».

Problemi dal punto di vista della tenuta difensiva:
«Ho visto tante situazioni di posizionamento sbagliato, che portano ad avere grande difficoltà. Per me quella fase è quella più importante, davanti abbiamo gente che può risolvere la gara in qualsiasi momento; in mezzo metteremo un metodista che possa dare una mano in alcune situazioni di gioco».

Problemi solo psicologici?
«Ci sono piazze che danno pressioni maggiori rispetto ad altrove. È tutta una questione mentale, chiaramente non potremo andare ad attaccare tutti insieme nell’area avversaria: ho grande stima del mio predecessore, ma a volte preferisco aspettare e ripartire in contropiede».

Qualche calciatore dal quale si deve ripartire:
«Ho visto sintesi e partite intere: qui si è partiti forte, poi la mancanza di certezze può portare a far capitare determinate cose. Qui c’è gente con un bagaglio tecnico importante: in mezzo Morosini deve ritrovare la condizione al pari di Galli, devono farci fare il salto di qualità; chi sta bene gioca, nelle mie squadre hanno sempre visto tutti il campo. Sono tutti titolari, che partano prima o dopo conta poco».

Che ambiente hai trovato e che obiettivi ti poni?
«Gli obiettivi sono sempre importanti, prima dobbiamo mettere fieno in cascina: l’obiettivo è arrivare sotto le prime quattro e il potenziale per farlo c’è, serve l’equilibrio perso durante le ultime sei partite. Il problema non è mai stato nella corsa, ma nell’equilibrio».

4-3-3?
«Quello ma anche il 4-2-3-1, ma a centrocampo voglio un centrocampista in più perché mi servono più certezze. Lo spirito giusto è quello del Südtirol».

Firmerebbe per un pareggio?
«Dopo tre sconfitte bisogna sempre portare a casa un pezzo di pane, anche se è la mollica. Un risultato positivo va preso sempre con grande tranquillità e serenità».

Sull’attaccante centrale:
«C’è anche Petrovic, ragazzo molto interessante. Ganz deve giocare con una spalla, ha le stesse caratteristiche di papà Maurizio con il quale ho giocato. Poi dipende, ci sono partite e partite: con il Südtirol sarà normale mettere un centrocampista in più e giocare in ripartenza».

Sul mercato:
«In questo momento non l’ho neanche preso in considerazione, devo ancora capire se questa squadra ha bisogno di altro. Se si fanno quattro vittorie importanti… Se ci sarà bisogno di operare lo si farà, ne sono straconvinto: non servono tante situazioni, con meno peso a livello mentale si può fare molto bene. È necessario l’equilibrio, capendo i momenti della partita».

Hai i leader giusti in campo?
«Non sono convinto che leader si nasca, tutti noi lo possiamo essere in vari modi e si può rubare qualcosa a chi si ha accanto. Dai più vecchi mi aspetto personalità in cabina di comando, devono capire che si devono parlare tra di loro. Ne parlavo con Pissardo: un portiere che parla tiene sulla corda i compagni, lo stesso vale per gli altri tre che compongono la spina dorsale. Il timbro della voce è importante. La squadra migliore che ho avuto? Lo potrò dire dopo aver vinto 4-5 partite di fila».

Il patron sarà in panchina?
«Il presidente ama questi colori ed è sanguigno, vive i momenti in maniera forte. Sarà difficile superare il mio tono di voce, comunque».

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