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Eppur si muove

Il calciomercato è in fase di sostanziale blocco, a Lecco come nel resto della Serie C. I blucelesti aspettano ancora Nesta e devono gestire la telenovela Iocolano

Per Fracchiolla è una fase di stand by BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 2 minuti

È ancora profondo il sonno del calciomercato italiano. Sicuramente lo è per la Serie C, bloccata dal Covid-19 sia dentro che fuori dal campo: il mercato della Calcio Lecco 1912 è ancora fermo a due sole operazioni portate a termine. Riepiloghiamole: al Brescia ha fatto ritorno, giusto giusto una settimana fa, il giovane difensore mancino Mattia Capoferri, 31 presenze e 1 gol durante la sua prima esperienza in bluceleste, mentre nella colonna delle uscite è stato iscritto il nome di Ferdinando Mastroianni, 29enne attaccante passato a titolo definitivo al Fiorenzuola dopo una prima parte di stagione da 1 rete in 17 presenze. «Eppur si muove», come avrebbe detto Galileo Galilei di fronte al tribunale dell’Inquisizione: nel pentolone del diesse Domenico Fracchiolla qualche ingrediente c’è già, ma la cottura è in corso a fuoco decisamente letto; basti pensare alla trattativa già definita per riportare Gian Marco Nesta in riva al Lario dopo una prima esperienza da 25 presenze e 3 assist.

Economia e risultati

La data cardine diventa quella del 19 gennaio, quando i blucelesti torneranno in campo, salvo nuovi tracolli dal punto di vista sanitario, per affrontare la Pro Vercelli nel recupero della prima giornata di ritorno. Inevitabilmente il risultato che uscirà dal “Rigamonti-Ceppi” condizionerà umori e azioni della dirigenza bluceleste: ritrovarsi a quota 27 punti farebbe pensare a una consistente fetta di salvezza ormai conquistata e potrebbe definire in maniera migliore le logiche di mercato. Il grande nocciolo della questione è quello legato a Simone Iocolano, sulla carta ambito da tanti ma di fatto senza offerte concrete in mano: l’ultima ipotesi, quella dello scambio con Vincenzo Plescia proposta dall’Avellino, sta in piedi per la voglia del Lecco di arrivare all’attaccante e per quella del patron Di Nunno di abbassare ulteriormente il monte ingaggi dopo la cessione di Mastroianni, anche se questa volontà si scontra con quella di Fracchiolla, orientato verso il trattenere il leader tecnico della squadra. E De Paola? Il tecnico ha detto che «giocatori così si amano» e basta, ma poi non gli ha risparmiato delle buone fette di partita in panchina. Del resto quella economica non può essere l’unica ragion di Stato e buttare il sacco del cemento sulle spalle di Tordini potrebbe anche rivelarsi una mozza azzardata: risparmiare qualche migliaia di euro e mettere a rischio la categoria, oltre che tutto il patrimonio costruito tra tante difficoltà, sarebbe un tentativo di autogol notevole, ça va sans dire.

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