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Lecco in Serie B, Gravina: «Lo stadio un problema burocratico». Balata: «Il format non cambia». Il Perugia: «Esterrefatti»

In Figc è passata la linea bluceleste, legata a tempi strettissimi e alla mancata risposta nei tempi da parte della Prefettura di Padova: positiva si, ma arrivata solo il 21 giugno

Gabriele Gravina
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Tempo di lettura 3 minuti

Ecco la tanto attesa schiarita sul cielo lecchese. La linea del Lecco è passata anche in Figc: il problema stadio è stato di natura burocratica e non strettamente dipendente dalle azioni della società bluceleste. In attesa di apprendere tutte le motivazioni che hanno portato il Consiglio a optare per l’accettazione delle Aquile, possono essere prese per indicative le dichiarazioni del presidente Gabriele Gravina: «Il problema delle infrastrutture non sempre dipende dal soggetto interessato, ci sono degli impedimenti oggettivi legati a problematiche di natura burocratica. Tutto questo richiede un approfondimento complessivo». Tra l’altro in questi giorni è stato approvato il piano di adeguamento dello stadio “Rigamonti-Ceppi” e si spera di non dover traslocare a Padova per disputare le prime partite della prossima stagione. In Veneto, tra l’altro, prima di fine agosto non si potrà giocare viste le conseguenze dei concerti che si sono tenuti all'”Euganeo” in questi giorni: il 6 agosto partirà la Coppa Italia con Lecco-Crotone.

Per quanto riguarda l’esclusione della Reggina, il presidente federale ha sottolineato: «Le norme sono chiare, c’è la specificità di una legge riconosciuta dallo Stato, la legge 91, che pone in capo alla Federazione una serie di oneri legati ai controlli. E’ vero che esiste una decisione da parte di un Tribunale dello Stato che ha concesso, su richiesta della società, la possibilità di pagare in 30 giorni. Lo stesso soggetto, però, era a conoscenza del fatto che esiste una scadenza chiara (20 giugno) per adempiere al proprio debito sportivo».

Il Perugia fa ricorso

«In merito alla decisione presa oggi dal Consiglio Federale, peraltro andando contro a quanto deliberato dalla Covisoc pochi giorni prima, la società AC Perugia Calcio rimane sconcertata e stupefatta per il provvedimento reso noto. Comunichiamo a tutti i nostri tifosi che il club presenterà ricorso e continueremo la nostra battaglia nelle sedi competenti»: così il Perugia in una breve nota.

«Il format non cambia»

«Abbiamo aderito alle risultanze del parere della Covisoc. Ovviamente il principio che alimenta la Serie B è quello dell’intangibilità del format – ha spiegato Mauro Balata, presidente della Lega Serie B, a Sky Sport -. Vi saranno dei ricorsi, ma questo non deve incidere sul format né creare pregiudizi. Abbiamo fatto un percorso corretto, tutte le società hanno rispettato il concetto di equità della competizione investendo a livello infrastrutturale. Siamo sereni per quanto riguarda le nostre responsabilità».

«Fatta giustizia»

«La Serie B l’abbiamo conquistata sul campo, nessuno ci ha regalato niente, e oggi è solo stata fatta giustizia. Gli altri possono fare quello che vogliono, noi ora siamo dentro e nessuno ci toglierà la categoria: al massimo faranno una Serie B a 21, ci divideremo i soldi in più club e ne prenderemo meno, ma non credo sia quello che qualcuno vuole. Poi il regolamento è chiaro, chi perde va in Serie C e chi vince va in B. Stop. Ma io su questo non avevo dubbi, ero sereno. In azienda siamo tutti felici, lo sono anche i miei cani, gli animali sentono quando c’è tensione o quando c’è felicità. Per quanto io fossi certo che la Serie B sarebbe stata nostra, è stata una settimana dura, sempre a telefono con gli avvocati, ma ora è tutto alle spalle, pensiamo solo a costruire la squadra adatta alla categoria»: così il patron Paolo Leonardo Di Nunno a tuttomercatoweb.com.

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