Il consiglio comunale di Lecco ha approvato nella serata di lunedì 23 marzo la variazione di bilancio di previsione 2026-2028, con 18 voti favorevoli e 11 contrari. Al centro del dibattito, durato a lungo, due dossier sportivi che hanno monopolizzato la discussione politica: l’accordo tra il Comune e la Calcio Lecco 1912 per le torri faro dello stadio “Rigamonti-Ceppi” e l’accantonamento di 10 milioni di euro per la riqualificazione del centro sportivo Bione attraverso un discusso progetto. Due operazioni attese da tempo che, a meno di due mesi dalle elezioni comunali, hanno acceso uno scontro aspro tra maggioranza e opposizione. La variazione di bilancio 2026-2028 è stata approvata con 18 voti favorevoli e 11 contrari, su 29 presenti; l’immediata eseguibilità è passata con 18 favorevoli e 12 contrari, su 30 presenti.
I 600mila euro e la convenzione prorogata al 2033
Com’era già emerso durante l’ultima commissione, il Comune di Lecco trasferirà 600mila euro alla Calcio Lecco 1912 a titolo di riconoscimento per le torri faro installate dalla società tramite l’azienda Livio Impianti e confluite nel patrimonio comunale. L’importo è inserito nella variazione di bilancio come voce di conto capitale.
In parallelo, la convenzione di utilizzo dello stadio “Rigamonti-Ceppi” verrà prorogata fino all’estate del 2033, con esenzione dal canone annuo per l’intero periodo aggiuntivo. La scadenza precedente era fissata all’agosto 2030, dopo una prima proroga già concessa nel 2018 in occasione del rifacimento del manto sintetico. La Calcio Lecco non versa il canone dal 2007, quando venne firmato il primo documento dal presidente Fiori e dalla sindaca Faggi dopo la promozione in Serie C1.
L’assessora ai lavori pubblici Maria Sacchi, che aveva anticipato i termini dell’intesa nella commissione consiliare congiunta del 18 marzo, ha confermato che la formalizzazione della proroga è imminente.
La storia della convenzione: dal 2007 a oggi
L’accordo, come detto, affonda le radici nel 2007. La convenzione originale tra il Comune e la Calcio Lecco 1912 fu stipulata il 23 agosto 2007 per una durata ventennale, con scadenza fissata al 22 agosto 2027 e canone annuo di 50.000 euro a partire dal quattordicesimo anno di concessione.
Nel 2017, a seguito del fallimento della vecchia società e del subentro della Calcio Lecco 1912 S.r.l. con atto notarile del 12 giugno 2017, una determinazione dirigenziale prese atto del cambio societario lasciando invariati tutti i termini della convenzione. Il primo rinnovo sostanziale arrivò nel 2018: a fronte della realizzazione del manto sintetico da parte della società – tema tra l’altro all’ordine del giorno -, per un importo di 517.518,75 euro oltre Iva, la convenzione fu prorogata di tre anni rispetto alla scadenza originaria, portandola al 22 agosto 2030; il canone fu contestualmente esentato per il periodo dal 2020 al 2027, anno di scadenza originaria del contratto.
Il meccanismo ora applicato per le torri faro segue lo stesso schema: migliorie realizzate a proprie spese, riconoscimento economico e proroga triennale della concessione, questa volta fino all’estate del 2033.
Le tensioni del 2025
L’accordo arriva dopo un periodo di forti tensioni. Nell’autunno del 2025 lo scontro tra il presidente della Calcio Lecco Aniello Aliberti e l’amministrazione comunale era esploso pubblicamente, con la minaccia di trasferire le partite interne a Zanica e le polemiche sulla mancata realizzazione della nuova cabina elettrica. La svolta era arrivata il 27 novembre 2025 con un incontro tra Aliberti, il sindaco Mauro Gattinoni e gli assessori Emanuele Torri e Giuseppe Rusconi, al termine del quale l’ipotesi Zanica era stata definitivamente archiviata. L’accordo per 600mila euro e rinnovo della convenzione ha trovato forma definitiva nelle stesse ore in cui la nuova cabina elettrica entrava in servizio al “Rigamonti-Ceppi”.
Lo scontro politico: «Manovra elettorale». «No, architettura finanziaria»
L’approvazione non è avvenuta senza scosse. Il consigliere Simone Brigatti di Fratelli d’Italia ha sintetizzato le perplessità dell’opposizione in modo netto: «Il problema non è finanziare il Bione o lo stadio. Il problema è il momento. Stiamo approvando questa variazione a 60 giorni dal voto e impegniamo risorse che dovrebbero essere lasciate disponibili a chi amministrerà dopo di noi». Brigatti ha ricordato che a 45 giorni dalle elezioni l’operazione non sarebbe stata possibile per vincoli di legge, definendo la scelta «sostanzialmente identica nel merito».
Corrado Valsecchi di Orizzonte per Lecco ha aggiunto una critica più diretta verso l’assessore al bilancio Roberto Pietrobelli, ricordando come nel 2025 la stessa maggioranza avesse respinto una sua proposta di intervento sullo stadio, salvo poi procedere in direzione analoga mesi dopo: «Non offendete l’intelligenza dei consiglieri comunali. Votiamo contro, ma perché avete questo metodo da cinque anni e mezzo».
Lorella Cesana, capogruppo di Lecco Ideale, ha sollevato una questione di tempistica sull’intero blocco della manovra: «Se lei, assessore, era tanto bravo da riuscire a tirare fuori milioni per il Bione, magari poteva farlo un anno fa, due anni fa, e manutenere adeguatamente quello che avevamo». Anche Cinzia Bettega della Lega Lombarda ha definito la variazione «un’operazione orchestrata», negando il proprio voto favorevole.
L’assessore al bilancio Roberto Pietrobelli ha respinto le critiche punto per punto, rivendicando la coerenza dell’impianto costruito: «Queste cifre non saltano fuori dal cilindro. C’è un progetto, una strategia. Chi verrà dopo di noi si trova i soldi già pronti, qualunque cosa voglia farne». Pietro Regazzoni, capogruppo del Partito Democratico, ha aggiunto che l’operazione «non è legata alla campagna elettorale» ma alla scadenza naturale di un mutuo che libera spazi finanziari prima non disponibili.
Il Bione: 10 milioni sul piatto, il voto è atteso per il 30 marzo
Nella stessa variazione il consiglio ha accantonato complessivamente oltre 10 milioni di euro destinati alla riqualificazione del centro sportivo Bione, attraverso un meccanismo che combina avanzo vincolato, avanzo libero e accantonamenti di parte corrente strutturati su più esercizi.
Il progetto è una proposta di partenariato pubblico-privato presentata da una cordata guidata da Intesa Costruzioni, già coinvolta nella riqualificazione del Gewiss Stadium di Bergamo, con Italgreen, Livio Impianti e Sport Plus come gestore. Il piano prevede un investimento complessivo di circa 26 milioni di euro IVA inclusa, con un contributo pubblico diretto di quasi 10 milioni e canoni ventennali. Il voto del consiglio comunale sulla dichiarazione di pubblico interesse è atteso per il 30 marzo, al termine di una commissione congiunta fissata per il 25 marzo.
Il tema è parecchio discusso: le associazioni sportive lecchesi hanno espresso riserve diffuse sul progetto, una petizione ha raccolto oltre 1.200 firme e le minoranze contestano l’accelerazione dei tempi a ridosso della scadenza elettorale. Di questo si parlerà approfonditamente nella commissione convocata per le 18 di mercoledì 25 marzo.












