Antivigilia di prima delle due trasferte consecutive per la Calcio Lecco 1912. I blucelesti domenica a pranzo saranno di scena allo “Speroni” di Busto Arsizio per un appuntamento esterno che fa storicamente rima con la parola tabù. I bustocchi di Bolzoni, ex tra il 2020 e il 2021, sono alle ultime chiamate per evitare la seconda retrocessione di fila in Serie D, mentre la squadra di Valente deve dare un senso al pareggio interno con il Novara e continuità al recente successo di Arzignano.
Prepartita Pro Patria-Lecco, l’intervista di Federico Valente
Mister, come si affronta una squadra disperata nelle ultime giornate di campionato?
«Con la retrocessione della Triestina sparisce una squadra, ma loro con Lumezzane e Alcione hanno dimostrato che non smetteranno mai di andare a duemila: dobbiamo mettere l’aggressività vista per una parte di gara con il Novara. La Pro Patria dà fastidio, dovremo essere noi a prendere in mano il gioco e dare il ritmo alla partita».
Verso la conferma del modulo? E Sipos?
«Leon ha sofferto dopo la partita per il recupero, dopo tanto tempo fuori: dopo i primi due giorni è stato. bene, posso dare luce verde a lui come a Mallamo che ha ripreso al 100% cui ho preferito Bonaiti. Tutti hanno spinto questa settimana, dopo quel primo tempo è difficile cambiare le dinamiche: Konatè e Leon si sono capiti subito bene, sicuramente si può pensare che io possa mettere la stessa struttura di formazione; c’è poco da cambiare».
C’è l’imperativo di vincere con una squadra che va facilmente in crisi:
«Le ultime due partite hanno creato tante occasioni da gol e pericoli, per questo daremo tutto per tenere via la palla dalla porta ed entrare nella zona calda; lì dovremo far meglio di settimana scorsa, abbiamo tagliato 12 scene in 35′ di gioco e vuol dire che ci sono delle cose da migliorare. Con l’intensità che mettiamo in campo, nel secondo tempo abbiamo perso in termini di lucidità: devi premiarti se investi così tanto e abbiamo parlato di questo con la squadra; con un contropiede poi magari perdi 1-0, serve cinismo davanti alla porta».
Avete un obiettivo legato ai play off?
«Il nostro è quello di fare più punti possibili per arrivare più in alto possibile. Complimenti a tutto il Vicenza che ha fatto un campionato molto importante e l’ha vinto, ma dall’altra parte c’è ancora in ballo il discorso per il secondo posto. La nostra media punti recente non è quella dell’andata, ma ci possono essere delle svolte: se vedo gli allenamenti sono molto fiducioso, l’obiettivo è quello di arrivare il più in alto possibile. Chiudiamo bene e partiamo con autostima ai play off: se avessimo la possibilità di riposare dopo la fine della stagione regolare a me andrebbe bene».
Come stanno Kritta, Urso e Rizzo?
«Sulle fasce si farà la differenza, la Pro Patria ora difende a 4 e quindi saranno ancora di più decisive. I nostri quinti, che hanno gamba, sono decisivi: vale anche per Pellegrino e per chi potrebbe entrare dalla panchina continuando a spingere. Rizzo sta bene, oggi non si è allenato per un esame a scuola e poi andrà in Nazionale, Urso può fare 70-80′, magari anche 90′, mentre vedo già un altro Kritta dopo la festa per la fine del Ramadan».
Serve il miglior Voltan: come sta?
«Sta riprendendo forma, con la palla inventa subito delle cose. Negli allenamenti fa un lavoro importante e sta crescendo tutte le settimane: lo posso dire di tutti i ragazzi e lo testimoniano i dati della partita con il Novara».
La gestione di Furrer:
«Guillaume lo osservo con un occhio diverso, lo conosco da 11-12 anni e c’è un rapporto stretto, speciale. Lui è molto autocritico, dopo la partita con la Virtus Verona era incazzato ed era giusto così: già alla sera mi ha chiamato per scusarsi, ogni giocatore ha 2-3 settimane che non vanno come vorrebbe. Noi quotidianamente analizziamo anche il linguaggio del corpo, posso dire che è tutt’altro che spento e che ci darà sicuramente una mano: vuole dare tutto per questa squadra e sè stesso, ha tanto potenziale ma non basta perchè va sempre dimostrato. Questo non cambia in base al rapporto».
Avete riempito poco l’area:
«Il nostro obiettivo è quello di entrare con 4-5 giocatori in area, più 2 al limite. Non penso che il Novara abbia portato più giocatori in area, bisogna smarcarsi nel posto giusto e arrivare sul pallone nel modo giusto: sulla situazione di Metlika abbiamo fatto tutto bene tranne l’ultima cosa. Abbiamo creato, ma non finalizzato e quello è stato il lavoro della settimana: abbiamo fatto veramente tanto su quel fronte, poi è sempre una questione di equilibrio».












