Domenica pomeriggio e domenica sera il mondo bluceleste è stato raggiunto da due indiscrezioni legate al futuro di mister Federico Valente. I colleghi di TuttoC e TuttoMercatoWeb hanno, infatti, dedicato un passaggio alla situazione della panchina della Calcio Lecco 1912. Il primo pezzo ha parlato di «giorni caldi per la panchina» e di prossima conferma del tecnico italosvizzero; il secondo, uscito poco prima delle 23, ha raccontato sostanzialmente la stessa cosa: contratto in vigore fino al 2027, la situazione che «si va verso la conferma», un richiamo al percorso fatto in campionato e ai playoff raggiunti. Va detto con chiarezza che è sostanzialmente lo stesso status quo vissuto da un mese a questa parte. La possibilità rappresentata dal Thun, che poi ha virato su Gian Luca Privitelli, è una vicenda raccontata già il 4 giugno e da lì non si sono registrare altre voci.
Permanenza, non conferma
C’è poi un punto di sostanza, prima ancora che cronologico. Che il tecnico sia quello designato lo aveva già messo nero su bianco il presidente Aniello Aliberti nella conferenza stampa di fine maggio, quella che aveva chiuso la stagione: per lui il tecnico era – ed è – confermato. Il punto, semmai, era un altro, ed è quello su cui ci siamo soffermati più volte in queste settimane: le riserve legate alla posizione di Valente non erano un’invenzione mediatica, ma un dato di fatto raccontato dallo stesso tecnico nel post Catania-Lecco. Ecco perché la parola più corretta, oggi, è “permanenza”.
Se si cerca una prova concreta di questo percorso, basta guardare il calendario. A oggi manca ancora una data per il raduno, che di consueto cade attorno alla metà di luglio: un’assenza che, semplice semplice, racconta più di ogni dichiarazione. È la controprova plastica del fatto che, prima di tutto, si sia voluto verificare se potesse concretizzarsi un’opportunità di crescita professionale per il tecnico. Il paragone con un anno fa aiuta a inquadrare la distanza: a fine giugno 2025 il club sapeva già quando e dove sarebbe partita la preparazione, e la trattativa per il rinnovo di contratto di Valente era già in fase avanzata, se non già chiusa nella sostanza. Oggi, a un anno esatto di differenza, questi elementi mancano ancora (e di rinnovo non si parla proprio).

Più passano i giorni, però, più le alternative si assottigliano: resta aperta, sullo sfondo, qualche casella ancora libera in Serie B, ma il numero delle panchine disponibili si va restringendo rapidamente. Il casting più rumoroso di queste settimane resta quello della Sampdoria, che dopo una lunga sequenza di “no” – Possanzini, Pecchia, Zanetti tra gli altri – sembra ormai orientata su Bernardo Corradi, fino a ieri collaboratore tecnico di Allegri al Milan e alla sua prima vera esperienza da capo allenatore. A Cesena, invece, la situazione resta più caotica: la prima scelta del ds Andrea Mancini, Guido Pagliuca, è in stand-by per un via libera della proprietà americana che ancora non arriva, e tra i nomi emersi nelle ultime ore per un eventuale piano B c’è anche quello di Emanuele Troise, fresco di una buona stagione al Lumezzane e che piace sicuramente al Lecco per un eventuale post Valente.
Un mese di attesa
Un mese esatto separa la cena di fine stagione del 22 maggio da oggi: di tempo per valutare, sondare, attendere n’è ormai ampiamente trascorso. La settimana seguente a quella appena iniziata, quella che porta al 29-30 giugno, resta l’orizzonte indicato a più riprese dal presidente Aliberti per fissare in via definitiva il budget e, di conseguenza, anche le basi del prossimo mercato. È lì che la situazione, qualunque sia l’esito, dovrà necessariamente sbloccarsi: prima di allora, a oggi, non ci sono elementi concreti per immaginare un copione diverso da quello raccontato nelle ultime settimane su questo spazio.












