La Serie B spende meno per gli ingaggi del girone di ritorno 2023/2024. Un’affermazione che non trova riscontro a Lecco, come anche altrove, visto l’incremento da 4.733.771 a 5.154.249 euro: è il frutto di una campagna invernale da 29 operazioni complessive, che ha portato all’ombra del Resegone dei giocatori che nella categoria hanno più presenze rispetto a coloro che sono stati ceduti. La cifra – al lordo e priva dell’eventuale parte variabile – è di non molto superiore rispetto a quella del solito Cittadella, praticamente fermo rispetto al mercato estivo, e comunque di un milione inferiore rispetto a quella investita del Sudtirol, terzultimo in questa speciale graduatoria. Cos’è conteggiato? Ingaggi dei calciatori, degli staff tecnici – collaboratori compresi – e dell’ex direttore sportivo, passato dalla risoluzione consensuale, Domenico Fracchiolla, oltre a coloro che fanno parte delle squadre giovanili ma hanno comunque un contratto depositato in Lega. Generalmente gli ingaggi rappresentano il 70% delle spese vive di una società della seconda serie nazionale: la Serie B è passata da 263.319.389 a 258.891.267 euro lordi, facendo registrare un calo dell’1,68%.

Cifre esagerate, seppur minori, per Sampdoria e Spezia, fresche di retrocessione dalla Serie A come la Cremonese quarta e destinatarie del “paracadute”, ma pure per Parma, Como e Venezia, tutte intorno ai venti milioni annui. Al solito, spendere tanto non è sinonimo di risultati sicuri. In estate la Lega aveva già sottolineato un calo dell’8% rispetto al dato precedente.
La classifica estiva












